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Toscana

Ovociti irregolari bloccati in una clinica di Chianciano

di Ilaria Bonuccelli
Ovociti irregolari bloccati in una clinica di Chianciano

Provenivano dalla Grecia senza le autorizzazioni richieste dalle nostre leggi La struttura aveva già sospeso la fornitura, utilizzata però in altre regioni

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Lo stop ufficiale è arrivato dalla Regione pochi giorni fa. In via precauzionale, però, il Centro “Salute” di procreazione medicalmente assistita di Chianciano Terme ha smesso di utilizzare da settembre i gameti in arrivo da Salonicco. Non avevano tutte le autorizzazioni richieste per legge. Non esisteva ancora in Grecia l’Auhority per rilasciarle. Così, per non rischiare, il centro convenzionato con il Servizio sanitario nazionale ha continuato l’attività di fecondazione assistita con una “banca del seme (e degli ovociti)” spagnola.

È la prima volta che in Toscana si presenta un problema del genere. Ma potrebbe non essere l’ultima. La domanda di procedure per la procreazione assistita supera l’offerta di “materiale genetico” disponibile. Le donazioni scarseggiano. Soprattutto di ovociti. L’acquisto, in particolare da banche estere, al momento appare l’unica soluzione praticabile. In attesa di procedure di “donazione solidale”, come il congelamento di ovuli da parte di donatrici. Ma mentre ancora se ne discute livello nazionale - conferma la Regione - si prosegue con l’acquisto di gameti dall’estero. E così emergono i casi “Grecia”.

«Le irregolarità riscontrate - sottolinea Maria Teresa Mechi - sono solo di natura amministrativa. Nessuno può dire che il materiale greco non fosse buono». Il fatto è questo: il Centro nazionale trapianti, competente per i controlli sulle strutture convenzionate con la sanità pubblica per la procreazione assistita, si è accorto della mancanza delle autorizzazioni previste dalla normativa comunitaria per il trasferimento del materiale organico. Così il 4 dicembre 2016 la Regione richiede alla Grecia «le più ampie informazioni sul recepimento delle direttive comunitarie e sul funzionamento del livello autorizzatorio per i centri di procreazione».

Il 23 febbraio la Regione prende atto come l’Autorità greca competente sulla materia «non avesse concesso alcuna autorizzazione al trasporto di materiale umano e di ovuli fecondati ad alcun centro e ad alcuna banca per la crioconservazione (la conservazione tramite congelamento). Pertanto è stato notificato l’avvio del procedimento di sospensione di attività, diffidando dall’utilizzo degli embrioni del Centro Pma Iakentro di Salonicco». Inoltre, la Regione impone che in futuro l’utilizzo degli embrioni del centro greco «dovrà essere oggetto di preventivo parere favorevole regionale». E ordina che la clinica di Chianciano si doti della certificazione che attesti «al trasporto di materiale umano e ovuli fecondati, della documentazione sull’idoneità del donatore e sui test biomolecolari effettuati». Questo - evidenzia Maria Teresa Machi - non perché il Centro di Chianciano «abbia avuto un atteggiamento superficiale. Anzi: in via cautelare aveva sospeso l’importazione dalla Grecia dei gameti già a settembre, visto che non risultava costituita formalmente l’Authority per le autorizzazioni al trasporto di questo materiale».

In effetti - conferma il responsabile del centro, il dottor Alfonso Maria Irollo - «abbiamo ritenuto opportuno bloccare le importazioni dalla Grecia, in attesa che il Paese si adegui alle nuove normative adottate, ma ancora non esecutive. Vorrei, però, fare presente che la Toscana, al momento, è l’unica Regione ad aver bloccato l’importazione di gameti dalla Grecia. Altre regioni continuano senza problemi a servirsi del materiale organico di provenienza ellenica. Proprio in questi giorni una nostra paziente ci ha fatto presente che in un centro di procreazione medicalmente assistita del Lazio lo utilizzano». Del resto - insiste Irollo - nessuno «ha sollevato obiezioni neanche a noi quando abbiamo iniziato l’importazione di ovociti dalla Grecia. Poi, all’improvviso sono iniziati i problemi». E queste situazioni - aggiunge il dottor Irollo - si creano perché «non esistono direttive univoche a livello nazionale. Tuttavia, come struttura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale ci adeguiamo alle prescrizioni della Regione. Anche se non sempre è facile spiegare ai pazienti perché in Toscana le cose funzionano in un modo e altrove in un altro. Per fortuna, abbiamo una convenzione con una banca spagnola e riusciamo a soddisfare le richieste in tempi abbastanza contenuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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