Il Tirreno

Toscana

Ecco la birra erotica con i fermenti vaginali

Cristiana Grasso
Alexandra Brendlova, la modella che si sarebbe prestata a fornire i batteri
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Alexandra Brendlova, la modella che si sarebbe prestata a fornire i batteri

Si chiama Bottled Instinct e i produttori affermano di aver utilizzato nella fabbricazione Lactobacillus donati da una bella modella

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Sembra la trovata di un gruppo di ragazzini impegnati nella sfida a chi dice la cosa più schifosa, vince chi stupisce di più e meglio se a scatenare la ripugnanza è un’idea che abbia a che fare con la sfera sessuale e con i fluidi corporei...

Invece è business, giocato sul filo della provocazione e dell’incredibile. Vero e falso, ma intanto il marchio si fa conoscere. Il marchio di una birra, elegantemente imbottigliata, realizzata con i Lactobacillus che serenamente albergano all’interno della vagina. E infatti di “birra vaginale” si parla. Il suo nome, con evidente citazione cinematografica incorporata, è Bottled Instict e l'obiettivo che gli ideatori dicono di proporsi è di raccogliere 150.000 euro per realizzare una produzione di 6 lotti da 16.600 birre l’uno.

I creatori ovviamente sono reali, ma anche virtuali, nel senso che la Rete è la loro vetrina. Si chiamano “Ordine di Yoni” che è il nome di un sito dove si entra solo se si dichiara di essere maggiorenni.

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Ma come si produce una “birra vaginale”? Utilizzando sistemi di microbiologia hi-tech, i produttori avrebbero isolato ed estratto batteri lattici da un organo sessuale femminile, i Lactobacillus. E ottenuta una prima “matrice” il gioco è fatto, un po’ come con la pasta madre della pizza. Ovviamente la “donatrice” non poteva che essere una tipa bellissima e infatti la testimonial dell'impresa è la modella ceca Alexandra Brendlova, che si sarebbe prestata a fornire i batteri.

Nel mondo delle birre tradizionali il lancio del boccale erotico non ha suscitato grandi entusiasmi. «Ci sono iniziative simili che altri birrifici hanno fatto, più per provocazione che per produrre birra di qualità, anche se poi è stata commercializzata, trainata dalla curiosità» spiegano da Fermento Birra, network specializzato sulla birra di qualità. E cita come esempio il birrificio americano Rogue che ha prodotto la “Beard beer” fatta con i lieviti della barba del birraio e commercializzata anche in Italia. «Negli ultimi tempi – spiegano ancora da Fermento Birra – complice il recente boom della birra artigianale, ci sono state provocazioni che rischiano anche di superare il limite. Noi non ci sogneremmo mai di comprare una birra vaginale, non è un prodotto che colpisce tanto gli appassionati che conoscono i processi di produzione, quanto magari il pubblico».

Comunque i lieviti crescono sul corpo di ognuno e per par condicio non sarebbe male tentare l’impresa anche con batteri prelevati dai genitali di un maschio da copertina.
 

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