Italia
Fusioni tra Comuni, passa l’idea del Pd
Maggiori incentivi agli enti che si uniranno. Bagarre in consiglio regionale ma bastano i voti dei democratici per l’ok
FIRENZE. La risoluzione del Pd sulla fusione tra Comuni passa veloce. I numeri per farla approvare ci sono, mentre le opposizioni - Lega, M5S, Forza Italia, Sì Toscana a Sinistra e Fratelli d’Italia - votano contro. Un breve lasso di tempo che registra dichiarazioni di voto dalle parole grosse, ma l’impegno che si prende il Pd è solenne. «La nostra è una “road map” delle istituzioni locali - dice il consigliere Antonio Mazzeo - per raggiungere alcuni degli importanti obiettivi contenuti nel nostro programma».
INCENTIVI. Quindi, i Comuni che si fondono avranno più incentivi con un premio nei bandi regionali da fondi europei. I referendum consultivi daranno il via libera alla fusione con manica larga: la proposta sarà approvata da più di due terzi dei votanti dell’intera comunità o dalla maggioranza dei favorevoli per ogni Comune. E poi c’è la proposta di concentrare tutte le risorse nell’associazione dei Comuni (Anci) svuotando e cancellando una volta per tutte l’Unione delle Province (Upi), l’Unione delle Comunità Montane (Uncem) e la Legautonomie. Ma come? Con una riforma del Consiglio delle autonomie locali (Cal). Infine, il sogno. Dare vita ad un Ambito territoriale ottimale (Ato) unico per la gestione dell’acqua e dei rifiuti sulla scia dell’Ato unico per il trasporto pubblico locale.
OPPOSIZIONI SULLE BARRICATE. La contrarietà delle opposizioni parte con la fiammata di Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia: «Il superamento dell’Uncem servirà a coprire le spese poco chiare fatte durante l’attuale gestione Giurlani che guardacaso ora si prepara a diventare vicepresidente di Anci». Donzelli spara ad alzo zero: «C’è poca chiarezza sulla gestione dei 400mila euro pagati da Uncem in consulenze e collaborazioni, sui viaggi di rappresentanza di Uncem costati 500 euro al giorno. Nemmeno al difensore civico è stato concesso di vedere i dettagli delle spese». Infine, «ai dipendenti di Uncem non sono stati pagati nemmeno i contributi». Poi le dichiarazioni di voto contrario scivolano via. Il forzista Mugnai ribadisce che «non si può bypassare la volontà di una singola comunità». Borghi della Lega insiste sul decentramento amministrativo. Di «rischio di gigantismo burocratico» parla il capogruppo di Sì Fattori. Mentre secondo il consigliere M5S Bianchi ci sono profili di anticostituzionalità.
LA RISPOSTA DI MAZZEO. Mazzeo replica ai grillini: «Imbarazzante che si strumentalizzi tutto questo arrivando a minacciare un ricorso alla Corte costituzionale per una risoluzione che è meramente un atto politico e non una legge che, peraltro, potrebbe essere impugnata in via diretta soltanto dal governo. La verità - prosegue il consigliere Pd - è semplicemente che avevamo davanti due strade. Imporre le scelte dall’alto, cosa che la legge consentirebbe, oppure cercare di incentivare un percorso di grande partecipazione dal basso. Abbiamo scelto la seconda».
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