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Toscana

Il maestro e l'allievo: vanità, colpi di genio e lo scivolone sul Papa

Pietro Barghigiani
Il maestro e l'allievo: vanità, colpi di genio e lo scivolone sul Papa

Il sodalizio fra il luminare del bisturi e il braccio destro in Italia Il giapponese coinvolto nel caso dell a falsa malattia del Pontefice

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PISA. Uno è considerato il Maradona della neurochirurgia. L’altro, non sfiora l’empireo della perfezione, ma si fregia del titolo sempre apprezzabile di allievo.

Takanori Fukushima, 73 anni, natali a Tokyo, base in North Carolina negli Usa, il mondo come luogo di lavoro, è “solo” indagato nell’inchiesta di Salerno. Peggio è andata al suo referente per l’Europa, Gaetano Liberti, 62 anni, residenza a Cascina, dirigente nell’Azienda ospedaliera di Cisanello, studio privato a Lucca e interventi in extramoenia a San Rossore. È ai domiciliari da ieri mattina. La neurochirurgia li ha fatti conoscere avviando un rapporto professionale che ora l’inchiesta di Salerno sposta dai binari della medicina a quelli del codice penale.

«Collaboro con Fukushima da 25 anni, dopo essere stato suo allievo e mi considero in Europa il suo collaboratore più stretto» disse il dottor Liberti nell’ottobre scorso all’epoca della notizia diffusa dal quotidiano Qn, poi smentita dal Vaticano e dallo stesso Fukushima, di un tumore benigno al cervello di Papa Francesco. Il clamore della malattia del Pontefice, poi classificata come falsa, accese i fari sul neurochirurgo giapponese a cui era stato attribuito un interessamento medico per valutare le condizioni del Papa.

«Sono state scritte tante falsità, non ho mai curato il Papa: l'ho incontrato solo una volta e non credo si ricordi di me» disse lo scienziato scrivendo l’ultima parola sul caso. Solo che tra le luci di una carriera in cui il medico sfida l’impossibile, «in Giappone è considerato una specie di divinità» dissero alla casa di cura San Rossore di Pisa dove collabora da 5-6 anni, venne fuori la macchia dell’indagine salernitana per concussione. Brutta storia per un luminare del bisturi. Di riflesso anche il nome di Liberti finì in piazza e non per i successi in sala operatoria. Chiamati entrambi a confermare la diagnosi del Papa, si ritrovarono sulla graticola per le accuse che si sono tradotte in un arresto per il medico di Cisanello. Onta risparmiata al giapponese perché abita all’estero e senza i suoi “sodali”, così spiega la Procura, non può lavorare in Italia. E, difficilmente, ci tornerà a breve.

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«Questa storia tutta salernitana e quella del Papa lo hanno profondamente amareggiato – spiegano dalla casa di cura di San Rossore –. Lo abbiamo sentito la scorsa estate. Difficilmente tornerà da noi. Teme di essere arrestato. Ricordiamoci che per gli americani noi siamo il Paese che ha tenuto in carcere da innocente Amanda Knox».

Tra i due neurochirurghi il traino è Fukushima. Personaggio a suo modo singolare se si vuole estrapolare la parte ludica di uno scienziato ritenuto geniale. A scorrere le immagini postate nel suo blog sembra il classico giapponese benestante che stravede per l’Italian Style. Foto al volante di Ferrari, vedute di Roma. Ma anche batterista di una band di neurochirurghi negli states. Una foto con Papa Francesco ritoccata con il photoshop in modo da far apparire un incontro a due quando, invece, la stretta di mano è autentica ma con il neurochirurgo che sbuca tra la folla in San Pietro. Piccole vanità. Debolezze umane di uno che di sé scrive: «Ho dedicato me stesso a fare il massimo possibile per assicurarmi di poter salvare il maggior numero di pazienti». I numeri non dicono tutto, anche se rendono l’idea del personaggio: esegue circa 600 interventi all'anno con la specialità dei tumori al cervello, aneurismi e malformazioni arteriovenose. In carriera ha concluso oltre 24.000 operazioni di tipo neurochirurgico, di cui 10.000 di tumori cerebrali. Salva vite, quando gli altri non danno speranze. Nell'ufficio in North Carolina, ogni settimana, sono 70-100 le persone «in contatto con me via email, fax e lettera. Nel mio tempo libero o al termine del lavoro, leggo personalmente ogni richiesta – scrive sul suo blog –. Il numero di richieste è enorme per cui è difficile rispondere a tutti tempestivamente anche se faccio del mio meglio. Apprezzo la vostra collaborazione, faccio del mio meglio per raggiungere tutti».

Un globetrotter delle missioni, anche disperate. In Europa il suo approdo è il Fukushima Brain Institute, nato grazie alla disponibilità della casa di cura di San Rossore a Pisa e del dottor Liberti che ne è il responsabile. Quando veniva in Italia ad operare, la clinica pisana e il suo braccio destro Liberti erano sempre presenti. Un tandem professionale unito dalla sala operatoria e nel tentativo di salvare vite. Ora devono difendersi dall’accusa di aver lucrato sulle pelle dei malati.

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