Italia
Insegna con la croce via libera del Tar alle parafarmacie
FIRENZE. Le farmacie non facciano la voce grossa nei confronti delle parafarmacie. Il principio di utilità sanitaria e sociale lo assolvono entrambe, dunque la parafarmacia Sibilla di via Cavour a...
FIRENZE. Le farmacie non facciano la voce grossa nei confronti delle parafarmacie. Il principio di utilità sanitaria e sociale lo assolvono entrambe, dunque la parafarmacia Sibilla di via Cavour a Firenze può dotarsi dell'insegna della croce verde a bandiera anche se il regolamento comunale sul decoro glielo vieta. La caparbietà dell'avvocato Carlo Ambrogi ha fatto gol. Il Tar della Toscana con la sentenza 520/2016 dello scorso 21 marzo, la prima del genere in Italia, gli ha dato ragione. La parafarmacia Sibilla può montare sulla via l'insegna della croce a bandiera. Un'indicazione utile in più per i cittadini alla ricerca di una medicina, "un punto a favore della vera liberalizzazione e contro la discriminazione dettata dal potere di lobby della corporazione delle farmacie", commenta il presidente di Aduc Vincenzo Donvito.
E ora potrebbe scattare l'effetto valanga negli altri Comuni toscani? «E' presto per dirlo. Certo è che in gran parte della regione è molto diffusa la discriminazione nei confronti delle parafarmacie. Colpa di motivazioni capziose legate al decoro, ma il vero parametro è il genuflettersi delle amministrazioni comunali alla corporazione delle farmacie».
«Comunque le parafarmacie - che vendono farmaci senza ricetta, quelli di veterinaria e i prodotti di benessere - sono diventate un servizio importante per la tutela della salute pubblica - agginge Donvito -. Maggiore capillarità sul territorio, orari più elastici e continui, presidi sanitari utili per il cittadino. Senza contare che in un regime di libero mercato - chiude il presidente Aduc- sono la strada da seguire per i vantaggi economici che ne derivano per imprenditori e consumatori, mentre le limitazioni delle amministrazioni sono anacronistiche e un boicottaggio alla salute del cittadino».
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