Il Tirreno

Toscana

Il Pd: premi e incentivi ai Comuni che si fondono

di Samuele Bartolini
Il Pd: premi e incentivi ai Comuni che si fondono

Proposta in consiglio regionale: risorse all’Anci, basta Upi e Comunità montane Ma il Movimento 5 Stelle attacca: «Se andranno avanti faremo le barricate»

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FIRENZE. I Comuni che si fondono assieme avranno più incentivi con un premio nei bandi regionali che drenano fondi europei. I referendum consultivi daranno il via libera alla fusione con maggiore facilità: la proposta sarà approvata da più di due terzi dei votanti dell’intera comunità o dalla maggioranza dei favorevoli per ogni comune. E poi c’è la proposta di concentrare tutte le risorse nell’Associazione dei Comuni (Anci) svuotando e cancellando una volta per tutte l’Unione delle Province (Upi), l’Unione delle Comunità Montane (Uncem) e la Legautonomie. Ma come? Con una riforma del Consiglio delle autonomie locali (Cal). Infine, il sogno. Dare vita ad un Ambito territoriale ottimale (Ato) unico per la gestione dell'acqua e dei rifiuti sulla scia dell'Ato unico per il trasporto pubblico locale. Insomma. Nessun manifesto delle buone intenzioni. La risoluzione che il gruppo del Partito democratico porterà oggi pomeriggio (o al massimo domani) all’attenzione del parlamentino toscano va dritta al punto.

In una battuta: fusione dei Comuni avanti tutta. Anche se questa storia degli incentivi ai piccoli Comuni che dovrebbero fondersi per avere in cambio più risorse non è che convinca proprio tutti. Un mesetto fa a Volterra tirava un’aria da ultima battaglia alla giornata dell'Orgoglio comunale. Oltre 100 sindaci da tutta Italia a lamentarsi: «Prima le Province, adesso noi», con la brutta sensazione di chi vede arrivare il capolinea. Eppure il capogruppo del Pd Leonardo Marras ne è convinto: «Sono impegni fondamentali verso una proposta politica organica di riforma delle istituzioni locali. Attraverso la semplificazione e la modernizzazione delle istituzioni miglioreremo i servizi aggiungendo i vantaggi legati alle premialità per i piccoli comuni. Presto andremo nei territori per spiegarlo agli amministratori e ai cittadini». E a dare man forte ci sono pure i risultati del sondaggio Ipsos che dice: i cittadini toscani sono favorevoli alle fusioni più dei politici locali.

Ma la proposta del Pd si scontra col muro di fuoco alzato dal Movimento 5 Stelle che batte la lingua dove il dente duole: «Il Pd vuole far passare un nuovo principio: se un centro come Pisa vuole annettere i Comuni circostanti ha i numeri per farlo, senza aver bisogno del sì della popolazione locale. Basti pensare a Cascina, col solo voto di tutti i pisani, sarebbe annessa. Idem per la piana fiorentina. Ci dobbiamo aspettare l'annessione di Empoli, Sesto e Scandicci a Firenze per volere della segreteria renziana del Pd? Se andranno avanti noi faremo le barricate». Un’obiezione che Marras liquida in maniera altrettanto netta: «I grillini provano imbarazzo per questa proposta? L’imbarazzo lo provo io per la puerilità di questi avventurieri che sono capitati in consiglio regionale. I cittadini vogliono una migliore organizzazione dei servizi e la nostra proposta centra l’obiettivo».

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