Sicurezza
Infermiera killer, l'avvocato: "Ora vanno riesumati i corpi delle vittime"
La legale della donna arrestata: "Il vero killer se la sta ridendo da qualche parte godendosi lo spettacolo e sono sicura che tornerà a colpire"
PIOMBINO. «Gli investigatori sostengono che abbia ucciso tredici pazienti, dodici dei quali somministrando dosi letali di eparina. Allora è opportuna che gli stessi investigatori dispongano la riesumazione delle salme per effettuare i necessari esami. Sì, perché è bene ricordare che nel nostro codice di procedura penale sta alla Procura dimostrare la colpevolezza di un indagato e non alla difesa che è innocente. Invece in questa storia si sta lavorando alla rovescia: le intercettazioni equivocate, nessuna prova ma la mia cliente in carcere». Cesarina Barghini, l’avvocata difensore di Fausta Bonino, arrestata giovedì con l’accusa di omicidio premeditato aggravato, risponde al telefono al termine di un lungo faccia a faccia con il marito dell’infermiera che in un anno e mezzo avrebbe ucciso tredici pazienti nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Piombino. «Abbiamo analizzato gli atti - racconta il legale - e posso dire che dopo averli letti con attenzione sono ancora più convinta che non ci sia una sola prova concreta che dica che la mia assistita sia la responsabile di quelle morti».
L’avvocatessa ha anche una teoria alternativa a quella degli investigatori. «Il vero killer - spiega - da giovedì se la sta ridendo da qualche parte godendosi lo spettacolo e sono sicura che tornerà a colpire. Uno dei fulcri su cui ruota l’accusa - va avanti - è che da quando la mia cliente è stata trasferita non si sono verificate più morti sospette. Mi sembra il minimo con una indagine ancora in corsa dove un passo falso poteva costargli caro». Sull’infermiera, madre affettuosa e moglie presente, è stato detto tutto e il contrario di tutto, soprattutto per quello che riguarda lo stato di salute: depressione, alcolismo. «Tutte fandonie - ribatte il legale - la mia cliente non è mai stata in cura da uno psichiatra in vita sua e tanto più non hai mai avuto problemi con l’alcol. L’unico problema di salute di Fausta - va avanti - è stata l’epilessia, potete anche scriverlo. Ma chi ha avuto a che fare con l’attacco di un malato epilettico si rende conto da solo che non può fare male a nessuno».
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A 24 ore dall’interrogatorio di garanzia programmato per dieci di domani mattina, il difensore fa anche il punto sulla strategia che intende adottare, a cominciare dalla creazione di un team di esperti per smontare l’accusa: «Davanti al giudice - prosegue - risponderà alle domande perché solo così il magistrato potrà rendersi conto di chi ha davanti. Allo stesso tempo chiederemo una misura cautelare meno afflittiva, se il gip non ce la dovesse accordare allora andremo davanti al Riesame».
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