Il Tirreno

Toscana

L'amarezza di Conte: "Sono stato troppo in garage. Dopo il flop mondiale tanti propositi, poi s'è fatto come i gamberi"

Il ct Antonio Conte
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Il ct Antonio Conte

Per il successore il nome in pole position è quello di Roberto Donadoni

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FIRENZE,  E' il primo raduno del 2016 della Nazionale, ma soprattutto quello in cui Antonio Conte ha ufficializzato quanto già comunicato da qualche giorno al presidente federale Tavecchio: "Nel prossimo biennio non sarò più il ct". Una scelta sofferta anche se il futuro è già disegnato: l'anno prossimo guiderà il Chelsea: "Quella parola non è un tabù e la Premier è un campionato tra i più ambiti. Comunque il mio non è un addio al calcio italiano". Di certo però tanti aspetti non gli sono andate giù in questi due anni e non lo nasconde: "Più di tutto mi dispiaciuto sentir dire che si facevano certe cose per o contro Conte e non pensando al bene della Nazionale che appartiene a tutti". Ma c'è dell'altro: "Arriva un momento in cui bisogna capire se si è incudine o martello, se fai il ct sei incudine, bisogna farsene una ragione, lo sapeva anche Prandelli e lo saprà chi verrà dopo". Da ct era convinto di riuscire a cambiare qualcosa: "Dopo le qualificazioni all'Europeo ero molto contento, tanto da pensare anche di continuare. E' dura lasciare un gruppo col quale si lavora bene. Ma da allora sono passati 4 mesi senza fare nulla. Ho capito che avrei fatto fatica a stare altri due anni in un garage dove senti il profumo delle gomme, dei motori, ma non quello dell'erba e del campo".

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Una pausa: "Sia chiaro, qui sono felice e fare il ct un'esperienza che mi porterò sempre dentro, in vista degli Europei sono eccitato e carico come non mai. Ma poi bisogna ascoltare il proprio cuore e io l'ho fatto". Non un addio al calcio italiano però troppe cose non gli sono andate giù: "Dopo il fallimento mondiale c'erano tanti bei propositi, poi però si è fatto come i gamberi".

E le conseguenze le ha pagate la Nazionale, basti pensare al braccio di ferro in atto con la Lega di Serie A per lo spostamento della finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan fissata in concomitanza con l'inizio del ritiro pre-Europei a Coverciano: "In cuor mio nutro ancora la speranza che si possa cambiare. Avevo previsto una settimana di riposo dopo una stagione stressante anche perché si parla tanto di infortuni. Aspettiamo e vediamo cosa mi dirà il presidente, poi si faranno tutte le valutazioni".

Intanto Tavecchio oggi, lunedì 21 a Milano, in Lega, ha illustrato per iscritto tutte le ragioni per anticipare la finale di coppa potendo anche contare, ha detto, sulla disponibilità della Rai a spostarla al 10, 11 o 17 maggio. "Ma considerando che per questo evento è prevista la presenza del Capo dello Stato e le due squadre prima incontreranno il Papa la vedo difficile - ha sospirato - Certo l'altra sera mi ha sconfortato sentire i due allenatori essere contrari all'ipotesi di spostare la data della gara. Vorrà dire che codificheremo il fatto che gli interessi della Nazionale vengono sempre avanti a tutti, anche a quelli dei club".

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Complicata si annuncia anche la scelta del successore di Conte: "Al momento non ho avuto alcun contatto o accordi con nessun allenatore - ha risposto il presidente federale - Sapevamo che il suo contratto era di due anni, speravo restasse ma sapevo anche che l'impegno assunto da Antonio era biennale. Il futuro? Nella storia azzurra le grandi vittorie sono arrivate da quella che chiamiamo scuola federale, con una spiccata appartenenza ai colori azzurri. Ecco, il progetto di una cantera azzurra può essere recuperabile. Comunque ripeto ad ora non ho fatto alcuna valutazione". Tra i nomi più gettonati si conferma quello di Roberto Donadoni: "Non l'ho sentito" ha tagliato corto Tavecchio che nel pomeriggio ha fatto in blitz a Coverciano per salutare Conte e i giocatori "con la speranza di arrivare primi agli Europei".

 Le nuove divise degli azzurri al debutto davanti al David. Sono firmate da Scervino. Location d'eccezione per il debutto delle nuove divise della Nazionale di calcio firmate da Ermanno Scervino: la Galleria dell'Accademia di Firenze, dominata dal David di Michelangelo. Proprio davanti alla celebre scultura è stata scattata la prima foto degli Azzurri con le nuove divise ufficiali. Firenze, dunque, denominatore comune del debutto, visto che la maison Scervino ha il quartier generale sulle colline di Firenze e la Nazionale ha la propria 'casa' a Coverciano. La squadra Azzurra si schierata davanti ad una delle più famose statue al mondo, di fronte all'obbiettivo di Massimo Listri, dopo una "sfilata" tra la più importanti opere di Michelangelo e dopo essere entrati all'Accademia attesi da un centinaio di tifosi. "Siamo onorati e orgogliosi - dicono Ermanno e Toni Scervino, luxury partner della Nazionale fino ai Mondiali di Russia 2018 - di questa inedita triangolazione fra eccellenze del made in Italy: il David rappresenta e rappresenterà per sempre la massima espressione della bellezza dell'Arte italiana e parla al mondo di quella 'fiorentinità' che fa parte del Dna della nostra maison". Per il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, "la Nazionale italiana di calcio è uno dei simboli del nostro Paese: rappresentarla davanti al David di Michelangelo, con la nuova divisa firmata dalla maison Scervino, unisce in uno scatto tanti differenti aspetti del grande talento italiano e conferma il ruolo degli Azzurri come 'Ambasciatori' del made in Italy nel mondo. "L'orgoglio dell'Italia - ha commentato Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell'Accademia - si unisce in questa foto: gli Azzurri e il David di Michelangelo danno un'immagine splendida, atletica e consapevole dell'idolo rinascimentale valido ancora oggi in ogni campo, incluso quello di calcio". I giocatori, i tecnici e i dirigenti della Figc indosseranno creazioni su misura.

La divisa ufficiale èformata da un completo slim-fit blu profondo, in fresco di lana stretch: giacca tre bottoni e pantaloni senza pinces. La camicia in popeline stretch, in tinta con l'abito, oppure in bianco; la cravatta in ottoman di seta blu decorata con un piccolo tricolore al centro.

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di Redazione web