Il Tirreno

Toscana

L'editoriale. Questa sanità è sempre più politica

di Omar Monestier
Enrico Rossi
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Enrico Rossi

La sortita di Rossi sull'abolizione dell'intramoenia negli ospedali scatena i malumori nel Pd renziano. Ma non si tratta solo di stabilire se è nato prima l'uovo (le liste d'attesa) o la gallina (le visite private in strutture pubbliche) e qual è la causa dell'altra

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È la libera professione dei medici pubblici a creare le liste d’attesa, o sono le liste d’attesa troppo lunghe ad alimentare la libera professione che i medici svolgono nelle strutture pubbliche, riversando parte del guadagno nelle casse della Regione? Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, pare non avere dubbi. Davanti al ministro della Salute, nello sbigottimento del suo partito, il Pd, ha asserito che è indecente che l’attività libero professionale dei pubblici dipendenti entri in ospedale. È una opinione e, si potrebbe pensare, un po’ più che epidermica. Il presidente Rossi ricopriva il medesimo ruolo anche nella scorsa consigliatura. Prima di divenire presidente è stato assessore alla Sanità per due mandati, padre del progetto che ha avviato la costruzione dei nuovi ospedali fuori dai centri storici. Insomma, se non ne sa lui, chi altri? Beh, il suo attuale assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ad esempio.

Saccardi non la pensa allo stesso modo e lo ha già detto chiaramente al pari di Federico Gelli, che per il Pd toscano si occupa della stessa materia. Gelli ha bollato come ideologica la posizione del presidente, sbarrandogli la strada. A noi poveri cristi che dobbiamo prenotare una visita in Toscana sembra di assistere a un gioco di società del tipo più abusato: è nato prima l’uovo o prima la gallina? Chissà chi lo sa. I medici fanno i furbetti allungando le liste di attesa per procacciarsi la clientela che poi si riversa negli ambulatori (pubblici) per ricevere prestazioni (private)? Oppure sono così tante le visite specialistiche, che i medici di famiglia e i professionisti della salute prescrivono, da rendere sempre e comunque troppo poco capienti le liste d’attesa?

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13154392:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/03/19/news/i-re-delle-visite-private-1.13154392]]È provato che la vicinanza a buone prestazioni sanitarie aumenta il bisogno di ricorrervi e, per assurdo, se è vero che una buona sanità aumenta la richiesta di prestazioni specialistiche il problema è privo di soluzione. Da cittadino assisto con stupore i massimi rappresentanti della tutela della salute rilasciare dichiarazioni contraddittorie su un tema che è tutto fuorché adatto ai talk televisivi e ai suoi tempi di approfondimento e ai battibecchi della politica. Mi interrogo nella seguente maniera: non potevano presidente e assessore discutere fra di loro per comprendere se, appunto, è nato prima l’uovo o prima la gallina? E avviare, magari, una sperimentazione, in accordo col ministero, in una delle grandi Asl appena varate per vedere se ci sono correlazioni certe fra liste d’attesa e libera professione?

Chiudiamo l’intramoenia nella grande Asl nord-ovest. Basta visite private a Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Carrara, Viareggio, Piombino, Cecina, Volterra, Pontedera, Portoferraio. Poi vediamo che succede. State tranquilli, nessuno ci penserà, perché il dibattito non è incentrato per davvero sull’intramoenia, c’entra un po’ anche la famosa gallina. Il Pd renziano vive la dichiarazione di Enrico Rossi come un buon colpo a effetto della sua campagna elettorale per la segreteria del Pd nazionale. Tant’è che una vecchia volpe come il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Leonardo Marras, l’ha già detto con tanto di comunicato stampa. La parte del Pd toscano, cui Rossi non appartiene, non è in grado di affrontare la questione come se fosse un problema. L’ha già classificata all’interno della dinamica elettorale nel campo avverso. Perciò, non solo non se ne interesserà: dirà che l’idea di Rossi è una follia vetero comunista.

E veniamo a Rossi. Il presidente conosce l’effetto che sortiscono certe sue affermazioni. Il presidente porrà la questione in giunta o al ministero? Se lo farà agirà da presidente. Se non lo farà agirà da candidato. La sua non è una posizione agevole. E il rischio fortissimo è che, con queste battaglie, il presidente si riduca a diventare una minoranza dentro la sua giunta. Politicamente lo è già. Nessuno gli ha mai dato noia, però. Il suo prestigio e la sua popolarità non lo hanno mai reso incompatibile con gli assessori della corte renziana, i quali si apprestano alla successione. Un po’ di buona educazione e tanto sano realismo tengono insieme questa giunta. Potrebbe non essere più così. Perché occuparsi di questo caso, allora? Perché una tensione nel governo regionale produrrebbe inefficienza e paralisi e a rimetterci sarebbero i cittadini. Come vedete, non è solo uovo o gallina.

@OmarMonestier

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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