Il Tirreno

Toscana

Firenze è divisa gli altri sperano

di Ilenia Reali
Firenze è divisa gli altri sperano

Troppi candidati fiorentini, alla fine potrebbe prevalere Cavicchi di Toscana Nord. Via alle consultazioni dei saggi

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Se a Roma si cominciano le riunioni con gli abbracci, in Toscana siamo ancora ai saluti di circostanza. La scelta del prossimo presidente di Confindustria regionale si annuncia complicata con più squadre e top player in campo. Gli scommettitori prevedono un testa a testa tra Confindustria Toscana Nord (Prato, Lucca e Pistoia) e Confindustria Firenze rappresentate entrambe dai presidenti in carica Massimo Messeri e Andrea Cavicchi. Fondamentale per arrivare a una scelta finale sarà un ricompattamento degli imprenditori fiorentini (circolano ancora i nomi dei vice presidenti Luigi Salvadori e Franco Baccani) e l'orientamento della Toscana Sud che, sulla carta, presenta ancora un suo candidato, l'apprezzato Andrea Fabianelli.

Nulla è per adesso scontato, le strategie sono tenute sottotraccia e anche i saggi che si sono insediati nei giorni scorsi e che dovranno consultare i colleghi con il "toto presidente" confindustriale (Cristina Galeotti, lucchese, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, Attilio Lebole, aretino di Confindustria Toscana Sud e Massimo Di Martino di Confindustria Pisa) non negano di aver fatto slittare il grosso delle consultazioni. «Per impegni associativi - conferma Galeotti - abbiamo rimandato gli appuntamenti alla prossima settimana e a dopo Pasqua».

Gli impegni sono reali. Del resto a Roma, ieri, i due candidati in campo per il dopo Squinzi (Alberto Vacchi e Vincenzo Boccia) hanno illustrato i loro programmi al nuovo organo che sostituisce l'ex direttivo e l'ex giunta e che riassume le funzioni di proposta politica e conduzione operativa dell'attività degli industriali. Il 31 il consiglio generale sceglierà il presidente nazionale designato e, forse, influenzerà anche una strada Toscana anche se - pare - neppure le preferenze sui leader nazionali siano così delineate. Firenze avrebbe optato per una non scelta tra Boccia e Vacchi sposando un più diplomatico «ci piacciono entrambi» mentre gli altri territori si sarebbero schierati con Boccia. Lo scacchiere vero è però un altro. Ed è tutto interno. Per cominciare uno dei temi sul tavolo è la rappresentanza a rotazione: dopo la presidenza di Antonella Mansi (Grosseto) e Pierfrancesco Pacini (Pisa), Firenze non ne vuol sapere di ritardare il giro ma Prato, Pistoia e Lucca - forti della recente fusione - vogliono sottolineare che Firenze non può più permettersi di fare la voce grossa. Intanto Confindustria Toscana sembra destinata a contare sempre meno per gli accorpamenti dei territori: si profila infatti per l'associazione regionale solo un ruolo di rappresentanza, bypassata dai rapporti diretti tra le grandi Confindustrie di area e il nazionale. Almeno in attesa di una fusione regionale che sembra però ancora nei sogni.

Firenze avrebbe intanto convocato un consiglio direttivo per la prossima settimana (da via Valfonda però se ne guardano bene dal confermare) proprio per mettere ordine nelle (troppe) candidature sul campo che rischiano di disperdere i voti necessari mentre Cavicchi, forte di una sostanziale unità sul suo nome della Toscana Nord, sta alla finestra. Di certo c'è che nessuno ha da solo i voti necessari.

Quindi. Uno. Tra i litiganti vince la Sud con l'uomo della mediazione. Due. Da Roma, con la nuova presidenza, si spera nella chiamata alla vice presidenza per un toscano dell'entroterra. Scontata ma oggi particolarmente illuminante la posizione dell'uscente Pierfrancesco Pacini. «Non sta a me metterci bocca. E' tutto ancora da definire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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