Sicurezza
Donna di 34 anni colpita da meningite
Contagiata da meningococco C ma il ceppo è ancora da individuare. E’ stata in una discoteca di Prato: profilassi per centinaia
FIRENZE. Non c’è stato bisogno della terapia intensiva. È ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Santa Maria Annunziata l’ultima persona colpita da meningite in Toscana. Si tratta di una donna di 34 anni di Rufina (in provincia di Firenze), non vaccinata, che da lunedì sera è classificata come la paziente n° 53 dell’emergenza meningite. È stata contagiata da meningococco C, ma ieri sera ancora non era stato stabilito se si trattasse del sottogruppo St11, il ceppo particolarmente violento che caratterizza la malattia in Toscana.
Anche se il laboratorio del Meyer di Firenze confermasse che il contagio è causato da meningocco C di tipo St11, le condizioni della paziente non destano preoccupazione, garantisce l’Asl Toscana Centro da Firenze. Piuttosto l’attenzione è concentrata sulla profilassi, dal momento che la donna, prima di ammalarsi, ha frequentato due locali, un ristorante di Firenze e una discoteca di Prato.
L’azienda sanitaria, dunque, ha già sottoposto a profilassi antibiotica familiari, conoscenti e persone che nei giorni scorsi sono state a stretto contatto con la paziente. Tuttavia, l’invito a sottoporsi al trattamento è esteso anche a chi abbia frequentato il ristorante pizzeria Viavai, in via Pisana 33 a Firenze, l’11 marzo dalle 21,30 a mezzanotte oppure la discoteca club 999 di viale Galileo 21/a a Prato, domenica notte dall’una alle 5,30 del mattino. Qui, infatti, la commessa è stata a ballare prima che la malattia si manifestasse. E solo chi ha frequentato il ristorante o la discoteca negli stessi orari della donna potrebbe rischiare il contagio, in caso di mancata profilassi. Chi si fosse recato in pizzeria o in discoteca in altri giorni (diversi da sabato sera e domenica notte) non ha bisogno di assumere antibiotici.
Secondo quanto ha ricostruito l’Asl Toscana centro, infatti, la donna si è presentata al pronto soccorso lunedì in serata, accusando malesseri generici come mal di testa e febbre. Tuttavia non presentava sintomi di sepsi (infezione grave). E anche la febbre non appariva altissima.
In ogni caso è stata trattenuta e, visti i protocolli adottati, è stata sottoposta a esami specifici per identificare la presenza di eventuale batteri. In effetti, i test hanno confermato la presenza del meningococco C nel sangue (anche se non nel liquor) e quindi la paziente è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive. Non c’è stato bisogno di ricoverare la donna in terapia intensiva - conferma l’Asl - perché il quadro clinico generale non desta preoccupazione. Fra l ’altro - evidenzia l’Asl - è bene ribadire che la «donna riferisce di non aver effettuato la vaccinazione contro il meningococco C». Vaccinazione che, invece, in Toscana sta proseguendo: proprio per raggiungere il milione e mezzo di residenti protetti, la Regione ha deciso di estendere la campagna fino al 30 settembre.
Inoltre, il consiglio regionale ha appena approvato una mozione di Stefano Mugnai (Fi) vicepresidente della commissione Sanità, e Giovanni Donzelli (Fdi). La mozione impegna la giunta regionale a «estendere e velocizzare la possibilità di vaccinare gratuitamente contro il meningococco Cgli operatori della sicurezza che, per ragioni di servizio, si trovano a contatto diffuso con persone che possono essere portatori sani o affetti dal batterio». Alcuni sindacati di polizia - scrivono Mugnai e Donzelli - hanno chiesto ai questori di vaccinare i dipendenti contro la meningite. «Risulterebbe che solo la questura di Pistoia, tramite l’Asl, ha già provveduto a vaccinare i dipendenti che lo hanno richiesto, mentre Siena, Firenze, Grosseto e Massa sarebbero in attesa di determinazioni dalle rispettive Asl. La situazione più grave sembra essere quella di Livorno, dove la locale Asl ha dato appuntamento ai poliziotti che intendono farsi vaccinare tra 3-4 mesi».
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