Il Tirreno

Toscana

Boom di domande under 40 Si torna a lavorare la terra

di Samuele Bartolini
Boom di domande under 40 Si torna a lavorare la terra

In Regione 1.761 richieste per accedere ai fondi: stanziati 100 milioni Grosseto al top, segue Siena: premio di primo insediamento di 40mila euro

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E' il passaggio di testimone da padre a figlio. Oppure da nonno a nipote. I nostri ragazzi vogliono tornare a coltivare la terra. Il futuro che non ti aspetti. E' quanto emerge dal boom di domande nella richiesta di finanziamenti al bando regionale "Aiuto all'avviamento di imprese per giovani agricoltori - Pacchetto Giovani - 2015". Il bando fa parte anche del progetto Giovanisì, è finalizzato a favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed è destinato a giovani tra i 18 e 40 anni. L'entusiasmo nella risposta da parte delle giovani generazioni al richiamo del ritorno alla terra è andato oltre le più rosee aspettative.

Alla Regione sono arrivate ben 1.761 domande (2.014 i giovani complessivamente interessati), a fronte di uno stanziamento iniziale di 40 milioni di euro. Un fondo inaspettatamente troppo esiguo per soddisfare il grande desiderio dei giovani toscani di fare gli agricoltori. Lo stesso presidente Rossi ha detto che la giunta regionale "è stata positivamente sorpresa". E' per questo che la Regione ha allargato i cordoni della borsa e ha alzato a 100 milioni di euro il plafond per il "pacchetto Giovani" in agricoltura. Un provvedimento che alla fine ha permesso di accogliere 686 domande, un numero doppio rispetto a quanto sarebbe stato possibile finanziare con la dotazione iniziale di 40 milioni.

PACCHETTO GIOVANI

Il giovane che vuole fare l'agricoltore, oltre ad ottenere un premio di primo insediamento pari a 40.000 euro (50.000 in zone montane), accede a più misure del PSR ottenendo contributi pari al 50% (60% in zone montane) sugli investimenti effettuati per un ammontare minimo di 50.000 euro che devono servire per allargare l'azienda, per affittare i terreni vicini lasciati all'abbandono, per aprire un agriturismo. I giovani devono però impegnarsi a realizzare un piano aziendale di sviluppo della durata massima di 36 mesi e continuare l'attività agricola per almeno 5 anni dal momento in cui ricevono l'ultimo pagamento. E l'Irpet ha già fatto le sue previsioni.

Le 686 domande che verranno finanziate genereranno investimenti per 136,5 milioni. Il Pil aggiuntivo per la Toscana sarà di circa 75 milioni di euro, le unità di lavoro attivate inizialmente circa 1050 (circa 2500 con l'indotto) e il reddito disponibile distribuito alle famiglie e spendibile in consumi sarà di circa 25 milioni. Le nuove aziende porteranno in 3 anni oltre 8mila nuovi occupati.

GROSSETO AL TOP RICHIESTE

Le domande provincia per provincia raccontano di un Sud della Toscana in cerca di riscossa. La maggior parte delle richieste arriva dalle province di Grosseto (325 domande) e Siena (298 domande), seguite da Arezzo (220 domande) e Firenze (205). Seguono a ruota Lucca (168 domande), Pisa (160) e Pistoia (159), infine Massa e Carrara (93) e Prato (27). Ma è la montagna che torna protagonista. Qui la prosecuzione dell'attività agricola assume ancora una grande importanza anche dal punto di vista della salvaguardia del territorio. Ben 497 sono infatti i giovani che beneficiano di un premio di 50.000 euro previsto nel caso di insediamento in aziende ricadenti completamente in aree montane. Molte (365) ricadono in zone con vincolo paesaggistico.

Ultimo dato. Sono tanti i giovani che vogliono rimboccarsi le maniche da soli. A presentare domanda sono state infatti 1307 aziende individuali (74%) e 454 società. La gran parte delle domande si riferisce agli uomini, con 2014 richiedenti, le donne sono 340 e di queste di cui 253 sono ditte individuali e 87 insediate in società.

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