Gioco
Bus pieni e malandati I sindacati all’attacco della società Ctt Nord
L’azienda per ora non commenta alle accuse di Cgil e Cobas E sono centinaia le cause per le decurtazioni dagli stipendi
FIRENZE. La mattina andare a scuola non deve essere così comodo per gli studenti che prendono gli autobus della Ctt Nord. Una fotografia scattata di recente li immortala stretti come sardine in piedi e a sedere dentro un autobus “pollaio” lungo le strade della lucchesia. Poi ci sono ruote con la gomma “mangiata” non promettono nulla di buono. Chissà dove sono finiti i denti che dovrebbero mantenere l’aderenza del mezzo con l'asfalto. Come se non bastasse lo sterzo dell’autista non ha la copertura superiore centrale. Magari gira lo stesso a destra e a sinistra, ma dove è andata a finire la sicurezza del guidatore e, di conseguenza, dei passeggeri? Per non parlare del pavimento sporco e dei sedili ricoperti di scritte. Una situazione imbarazzante che la Ctt Nord - l’azienda di trasporti che fa servizio nelle province di Livorno, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Empoli e Prato - preferisce non commentare. Da noi interpellati, i dirigenti si riservano di replicare in un secondo momento. Certo però che le fotografie scattate dagli autisti del sindacato Flai Cobas Toscana raccontano di una situazione che non ha niente a che fare con la sicurezza e la buona qualità del servizio di un’azienda di trasporti regionale. Soprattutto ora che vuole trascinare il consorzio Mobit alla guerra giudiziaria del trasporto pubblico locale contro Autolinee Toscane, il braccio operativo del colosso francese Ratp Dev.
LE ACCUSE DEI SINDACATI. «I nostri mezzi hanno un’età media di 20 anni - dicono i lavoratori dei Cobas - e la manutenzione viene fatta poco e male. Ci sono vetture al limite della circolazione e capita spesso che non passino la revisione alla Motorizzazione civile. Oppure vengono risistemate per i freni, ma dopo un po’ di tempo spuntano nuovi problemi alle sospensioni, alle gomme e devono tornare un’altra volta in officina». La carenza di manutenzione, un vero e proprio calvario che un paio di autisti della Cgil e della Uil avevano risolto a modo loro. «Meglio dare una controllatina al mezzo prima di prendere servizio», si dicevano l’un con l’altro. Un occhio al motore. Un altro alla carrozzeria. E poi via fuori. Ma la Ctt Nord è intervenuta e li ha puniti. Motivo? Non dovevano metterci le mani sopra. «Ma come si fa poi a non lamentarsi quando una collega autista - aggiungono i lavoratori dei Cobas - si è sentita male per le esalazioni di gas dentro la cabina di guida?». E non è che i passeggeri se la passino meglio. «Le esalazioni di gasolio dentro le vetture sono un problema serio che nessuno sembra voler risolvere». Altra rivendicazione. La carenza di personale. «Siamo 1.500 dipendenti, mancano all’appello oltre un centinaio di autisti». E la Cgil conferma la difficoltà a prendere ferie per carenza di organico. «Qui ci sono solo tagli», denunciano.
TUTTI DAL GIUDICE DEL LAVORO. La guerra di carte bollate, però, non è solo contro i francesi. È anche dentro la Ctt Nord. Le cause davanti al giudice del lavoro fioccano come la neve in Garfagnana: solo a Lucca se ne contano 300 e sono aperti altri contenziosi a Livorno e a Pisa. «Non siamo mai arrivati a trovare un accordo per il contratto di secondo livello - spiega Alessio Bernini della Filt Cgil di Livorno - e la Ctt Nord ha finito per applicare un atto unilaterale decidendo per conto suo sulle retribuzioni relative a malattie, infortuni, assistenza a familiari e disabili». Con la conseguenza che ora i lavoratori stanno ingaggiando contro la loro stessa azienda un braccio di ferro giudiziario per riavere indietro i soldi trattenuti in busta paga (con un salasso a volte anche di 3mila euro a persona).
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