Il Tirreno

Toscana

Coop fallite, è un disastro

di Samuele Bartolini

Incubo-casa per 319 famiglie. Il M5S: intervenga la Regione

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FIRENZE. Lavorare una vita per pagare il mutuo della casa e poi rischiare di essere sgomberati. Motivo: le cooperative edili che hanno costruito le abitazioni sono fallite e i soldi anticipati nella compravendita o sono stati rogitati con prezzi “gonfiati” o non sono stati rogitati, ossia non sono stati dichiarati di fronte al notaio. Una situazione paradossale che ha fatto cadere nell'incubo 319 famiglie di Livorno (10), San Miniato (9) e Scandicci (300) che una casa sotto la testa ce l’hanno, hanno pagato tutto il mutuo o quasi, ma ora rischiano di essere buttate fuori perché le cooperative Uil Casa di Livorno, Primavera 90 di San Miniato e Unica di Scandicci sono fallite. È quanto ha denunciato ieri il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Enrico Cantone insieme a quelli comunali dei territori interessati. Michele De Chirico e la moglie Rossella Giuliani, insieme ai vicini Massimiliano Trovato e Francesca Moschini, hanno versato negli ultimi sei anni dai 250 ai 300mila euro a testa per una casa nel terzo lotto di Borgo di Magrignano, a Livorno, e ora potrebbero ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Altro caso. Un cittadino di Scandicci «si è visto passare il terra tetto da 300mila euro a 420mila euro - racconta Fabiana Fulici, consigliera comunale del M5S - e poiché alla firma del rogito si è opposto è stato buttato fuori dalla cooperativa e a fine marzo la sua abitazione andrà all’asta. Il totale della differenza tra prezzo iniziale e prezzo finale saldato dai soci ammonta a 25 milioni di euro in tutto».

«Non dobbiamo trascurare il problema correlato degli oneri di urbanizzazione - ha precisato Edoardo Marchetti, consigliere M5S di Livorno - in molti casi prima sono state costruite le case in aree non servite da infrastrutture come le strade, e poi le amministrazioni comunali hanno avviato i lavori per farle, lasciandoli a metà per assenza di fondi. A Livorno l’amministrazione precedente ha addirittura evitato di costruire alcune infrastrutture viarie strategiche. Noi abbiamo invertito la questione: ora a Livorno prima si fanno le opere infrastrutturali e poi si rilasciano eventuali permessi a costruire», ha concluso. Il M5S presenterà una mozione nel prossimo consiglio regionale. per chiedere alla Regione di intervenire sul governo affinché la legge nazionale 122 del 2005 venga applicata. «Questa legge - dice il consigliere Enrico Cantone - tutelerebbe i denari versati dai soci in anticipo per la realizzazione della loro casa, tramite le fidejussioni obbligatorie». Secondo Cantone «la Regione potrebbe anche creare un fondo di tutela per limitare il danno subito dalle famiglie».

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