Attenzione
Partorisce a 18 anni, che bello se Renzi la chiamasse - Il commento
Partorire così giovane è un atto di fiducia nel Paese, il contrario dell’egoismo di quelli del brunch domenicale
Nell'Italia della denatalità, con un tasso demografico di 1,2 che - al netto degli immigrati - condanna la società occidentale all'estinzione, quella che ha raccontato "Il Tirreno" non è solo una notizia. È una bella notizia. E invece la giovane madre di Piombino ha destato scandalo, come una prostituta da lapidare sulla pubblica piazza. Sui social è stata derisa e insultata, quando – giustappunto, come ha scritto “Il Tirreno” - sarebbe bastata una sola parola: "congratulazioni".
Grazie, Evelyn, di essere venuta al mondo, perchè quando noi saremo vecchi ci potrai fare da badante, potrai versare i contributi previdenziali utili a pagarci le pensioni e magari ci strapperai un sorriso.
Grazie, Assunta, di avere avuto fiducia, e coraggio (ce ne vuole), avresti potuto comprare un cane e invece hai fatto un figlio. Grazie, Anna, perchè aiuterai tua figlia a crescere tua nipote, in un Paese che aiuta le famiglie solo a parole. Matteo Renzi dovrebbe chiamare tutte e tre a Roma, a Palazzo Chigi, e mostrarle al Paese come atto supremo di fiducia, un atto insensato secondo il pensiero corrente e dunque eroico. Nell'Italia del 2016 bloccata dalla paura dell'apocalisse finanziario e umanitario c'è anche chi procrea, rinnova la specie, mette le basi per futuri ingegneri o infermiere. Come si è sempre fatto.
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Invece la prendono in giro, le mettono le faccine strane, le ricordano che esistono i preservativi, qualcuno azzarda paragoni bestiali (i conigli). Bella gente siete, ripiegata sull'io come sulla penisola dei vostri brunch domenicali. Vi accompagnate e dividete come il desiderio comanda, spazzolate premurosi i vostri amici domestici, osservate preoccupati il sorgere della prima ruga, di sposarsi non se ne parla proprio - giammai! - di figliare men che mai, sono pianti da sopportare, pannolini da cambiare, notti insonni tutti insieme nel lettone, rinunce all'apericena, complicati calcoli economici alla fine del mese. Ma un Paese, una società, una civiltà, si costruisce così. Rinunciando ad un po' di presente per un'idea di futuro. Come hanno fatto Assunta e, prima di lei, sua madre.
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