Il dolore
Meningite, deserta la gara per ottocentomila vaccini
Nessuna azienda soddisfa la richiesta della Regione, quota ridotta a 550mila Nella Asl Nord Ovest scarseggiano le dosi. Estar: i rifornimenti continuano
FIRENZE. Nuova gara per i vaccini contro la meningite. La prima selezione va deserta perché non si trova neppure un’azienda in grado di fornire alla Toscana 800.000 dosi e la Regione abbassa a 550.000 dosi il quantitativo da procurare entro maggio. Tuttavia l’Estar - la centrale unica degli acquisti della sanità regionale - assicura che non ci saranno interruzioni nei rifornimenti. Soprattutto per le zone più colpite dalla malattia, come Prato, Pistoia, Empoli e Firenze che fanno parte dell’Asl Toscana Centro.
In realtà, in qualche zona comincia a serpeggiare l’inquietudine da vaccino. In particolare nell’Asl Nord Ovest, quella della costa da Carrara a Livorno. Proprio a Livorno la ex azienda sanitaria ha chiuso le prenotazioni per vaccinare gli ultra45enni, per contingentare il vaccino monovalente, più indicato per proteggere la popolazione adulta. Al contrario, più adatto per bambini e adolescenti (fino a 21 anni) il vaccino quadrivalente: A, C, W, Y. Tuttavia, proprio per non arrestare le vaccinazioni, in attesa dell’arrivo di ulteriori vaccini monovalenti, la Regione ha deciso di somministrare i tetravalenti anche alla popolazione con più di 21 anni. Ieri sono state ordinate centomila dosi da distribuire alle varie Asl sulla base delle richieste.
Una certa priorità verrà data all’Asl Centro proprio per il numero maggiore di casi di contagio che si sono verificati negli ultimi mesi, ma anche per la domanda di vaccinazione che sta crescendo. Nell’Asl Nord Ovest, invece, la domanda non è così alta. Neppure a Livorno. Al momento, anzi, a Estar risulta l’azienda sanitaria con il più basso tasso di popolazione vaccinata.
Questo, ovviamente, non significa che se l’Asl o le singole aree resteranno a corto di dosi non verranno rifornite. L’obiettivo è proprio il contrario, volendo raggiungere il milione e mezzo delle persone “coperte” dal contagio della meningite entro l’anno. Non a caso, proprio ieri la giunta regionale ha ratificato l’accordo con i medici di medicina generale e con i medici della continuità assistenziale.
In sostanza, sono stati ratificati gli ambulatori aggiuntivi per la vaccinazione attraverso le Aft, Aggregazioni funzionali territoriali, gruppi in media di 25 medici di famiglia e di 5 medici di guardia medica che lavorano sullo stesso territorio. Gli ambulatori extra potranno essere attivati per un massimo di 10 ore settimanali diurne per otto settimane, in modo da far fronte alla domanda crescente di prevenzione.
In questa domanda - fa presente Attilio Farnesi, presidente regionale delle Pubbliche assistenze - c’è anche quella «dei volontari che chiedono di essere vaccinati gratuitamente al pari dei dipendenti della sanità. La loro non è una richiesta che sa di privilegio, ma un bisogno per poter continuare a prestare la propria opera volontaria in tutta serenità». Al momento, però, la Regione non è in grado di garantire questa vaccinazione e le associazioni di volontariato non nascondono la loro preoccupazione: «Alcuni volontari si stanno spaventando e decidono di sospendere la loro collaborazione. Se questo fenomeno si allarga, rischiamo di non essere più in grado di svolgere i nostri servizi».
Ilaria Bonuccelli
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