Sicurezza
Il sindaco di Pisa Filippeschi: «Sentenza giusta»
Una vittoria su tutta la linea. Sul fatto che gli Ato sono gli enti legittimati a gestire lo smaltimento dei rifiuti e non sono “incostituzionali”. E sul fatto che anche il piano di smaltimento...
Una vittoria su tutta la linea. Sul fatto che gli Ato sono gli enti legittimati a gestire lo smaltimento dei rifiuti e non sono “incostituzionali”. E sul fatto che anche il piano di smaltimento aggiornato dall’Ato Costa nel 2015 è corretto. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente del comitato direttivo: «L’Ato Costa vince su tutta la linea. La sentenza fa testo. Innanzitutto il Tar conferma la piena legittimità della scelta della Regione in ordine al sistema degli Ato per la gestione degli ambiti di area vasta. Il Tar ribadisce un principio fondamentale, previsto anche dalla legislazione statale, in base al quale le decisioni in ordine alla gestione dei servizi pubblici locali aventi rilevanza economica, compresi quelli relativi ai rifiuti urbani, spettano alle autorità o enti di ambito cui i Comuni partecipano obbligatoriamente. I servizi non possono esser più gestiti su scala comunale, ma su ambiti territoriali più vasti e le decisioni non possono esser prese dai singoli comuni. Le decisioni spettano alle Autorità d'Ambito ed i Comuni contribuiscono alla loro formazione partecipando alle assemblee di Ambito. Una volta assicurata tale partecipazione, le decisioni vengono prese a maggioranza e vincolano tutti i Comuni dell’Ato, inclusi quelli dissenzienti. Sulla base di questi principi il Tar ha ritenuto completamente infondata l’eccezione di costituzionalità che il Comune di Livorno aveva sollevato».
La sentenza rigetta tutti i rilievi che erano stati formulati dal Comune.
«Il Comune di Livorno aveva poi impugnato il Piano straordinario per la gestione dei rifiuti urbani nel periodo 2016 - 2020. Il Tar entra nel merito di questi rilievi e - sottolinea Filippeschi - promuove a pieni voti le scelte del Piano. Il TAR definisce la scelta «caratterizzata dai criteri della razionalità e concretezza, trattandosi sostanzialmente di scelta in linea con la programmazione di settore e con i relativi obiettivi concreti di riduzione dei rifiuti”».
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