Gioco
Primarie Pd in Toscana: Grosseto spaccata premia il consigliere. Nel pisano perdono gli sfidanti
Nel capoluogo maremmano il candidato del centrosinistra sarà Mascagni, bocciato il vicesindaco Borghi. Nella provincia di Pisa una scelta di continuità: Antonelli a Cascina, Angori a Vecchiano
Il sindaco uscente a Cascina, l’assessore della giunta uscente a Vecchiano. E a Grosseto Lorenzo Mascagni. L’uomo gradito all’apparato del partito. Lo sfidante del vicesindaco uscente. Mascagni vince netto, non di misura su Paolo Borghi: 3576 a 2931.
Il Pd delle primarie, in cerca di consenso popolare, sceglie i candidati sindaci graditi alla gente, allargando il voto (per la prima volta) a tutti gli elettori. Anche a costo di aprire ferite interne difficili da sanare, soprattutto a Grosseto, dove le elezioni di primavera per il Pd diventano un test politico rilevante. Non a caso, il Pd nazionale sceglie il capoluogo toscano (insieme a poche altre città) per la diretta dello scrutinio primario sul proprio sito.
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GROSSETO PREMIA IL CONSIGLIERE
In effetti, per Grosseto l’interesse c’è. Anche da parte della gente che alle urne si presenta in massa. Più di quanto era possibile immaginare alla vigilia del voto. Interessa il duello fra Mascagni, l’avvocato, il presidente della commissione urbanistica, che osa sfidare il vicesindaco uscente, che, però, non è stato appoggiato da Emilio Bonifazi, il sindaco in carica. Borghi ritiene neppure dal Pd regionale. Sarà per questo che il suo commento a caldo: «Non è stata una partita a giocata ad armi pari». Che si chiude poco prima di mezzanotte. Alle 23,42, infatti, le primarie del Pd incoronano il candidato sindaco di Grosseto, dopo uno scrutinio che per nella prima mezz’ora è stato altalenante. In base ai seggi scrutinati. Un dato, però, a Grosseto è incontrovertibile: i 6.583 votanti. È più basso dei 7200 circa votanti delle primarie del 2007, ma è anche cambiato il mondo da dieci anni fa in politica. In particolare, l’Italia ha conosciuto la crisi e, con quella, la disaffezione alle urne, con picchi di astensionismo quasi americani.
- COSI' A GROSSETO
- Votanti 6853: Mascagni 55% - Borghi 45%
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CASCINA: OK IL SINDACO USCENTE
Precise, invece, quasi da subito sono le indicazioni che arrivano dalle urne pisane. Soprattutto a Cascina, dove la campagna elettorale per le primarie è stata frizzante almeno quanto quella di Grosseto. A Cascina, infatti, con 1769 voti (contro 1095) vince il sindaco uscente, quell’Alessio Antonelli che alle ultime regionali non si era schierato con Renzi. E che, quindi, non aveva sostenuto il candidato renziano, Antonio Mazzei, attuale vicesegretario regionale del partito. Si era schierato con l’ex presidente della Provincia, Andrea Pieroni che, quasi a sorpresa è riuscito a conquistare un seggio a Firenze.
- COSI' A CASCINA
- Votanti: 2817: Antonelli 62%, Paganelli 38%
Oggi per Antonelli c’è un’altra soddisfazione: quella di aver battuto Andrea Paganelli,consigliere comunale, manager del teatro Verdi di Pisa che, proprio alla vigilia del voto, aveva dichiarato di volere «discontinuità amministrativa». Sempre governo del Pd, insomma, a Cascina, ma con un passo diverso. Ora, dovrà essere lui ad adeguarsi. Come dovrà accadere a Grosseto: Borghi verrà chiamato dal Pd a dare una mano alla coalizione per vincere le amministrative. Perché il vero nemico da battere - ripete da giorni Dario Parrini, il segretario regionale del Pd - non è chi sta nel partito, ma il centrodestra. A Grosseto, infatti, la scelta del di Vivareli Colonna come candidato sindaco, presidente provinciale degli agricoltori, minaccia di erodere voti dell’elettorato moderato al centrosinistra.
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Per questo serve unità nel Pd. C’è da fare muro. E già oggi è probabile che un rappresentante del Pd regionale faccia capolino a Grosseto per cercare subito di mettere pace nel partito. E accertarsi che il candidato sconfitto non faccia la guerra a quello vincitore. Poi dovrà anche convincerlo a dare una mano alla coalizione e a portare voti alla causa. Ma per questo ci sono, comunque, i tre mesi di campagna elettorale a disposizione.
VECCHIANO: VINCE L'ASSESSORE
Più tranquilla, la situazione di Vecchiano, dove è sconfitto il “delfino” del sindaco uscente Giancarlo Lunardi. Vince Massimiliano Angori (711), assessore nella giunta uscente. Il suo asso nella manica si sarebbe rivelata la frazione di Nodica dove avrebbe stracciato (con 355 preferenze su 31) Cristiano Meciani (fermo a 491 voti), capogruppo di maggioranza in consiglio comunale. Qui, comunque, per il Pd non sarà un problema rimettere insieme il partito. Il lavoro più faticoso sarà a Grosseto e Cascina, dove gli animi (e le contese) sono inasprite. Ma il diktat di Parrini, alla vigilia, è stato chiaro: «Chi perde si allinea». Resta da vedere come la pensano gli sconfitti.
- COSI' A VECCHIANO
- Angori 60%, Meciani 40%
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