Il Tirreno

Toscana

Compri una caldaia e detrai anche l’arredo

di Andrea Scutellà

La lista della spesa possibile: dalla lavatrice alla libreria

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L’accesso al bonus arredi da oggi è più facile. Basta installare una caldaia nuova più ecologica della vecchia. Chi lo fa potrà usufruire di una detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie - da spalmare, però, in 10 annualità - sull’impianto acquistato e su arredi e grandi elettrodomestici. Il limite di spesa è 10mila euro Iva inclusa: lo Stato, nella dichiarazione dei redditi, rimborserà un massimo di 5mila euro. L’interpretazione viene direttamente dall’Agenzia delle entrate, che ha risposto alle domande del Coordinamento nazionale dei Caf, l’organismo che riunisce i centri più rappresentativi in Italia. È un chiarimento che secondo Roberto Snaidero, presidente di Federlegnoarredo «amplia l’effetto positivo di questa misura sulla domanda interna e conferma che il bonus mobili è un provvedimento in grado di sviluppare sinergie positive anche per altri settori produttivi».

Risparmio energetico. Secondo i fiscalisti dello Stato la sostituzione della caldaia è da considerarsi «manutenzione straordinaria», se effettuata «in presenza di requisiti di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione precedente». Chi usufruisce della detrazione al 50% per questo motivo, però, non potrà accedere anche a quella al 65% prevista dall’Ecobonus. «Sono provvedimenti alternativi - spiega Gianni Donati, responsabile fiscalità della Coldiretti Toscana -. Siccome per l’Ecobonus ci sono adempimenti amministrativi più pressanti, se si deve cambiare semplicemente la caldaia conviene di più questo tipo di intervento». Fino ad oggi per accedere al bonus era necessaria una vera e propria ristrutturazione e nella categoria «manutenzione straordinaria» erano annoverate modifiche più onerose. Per l’installazione di una caldaia a condensazione di nuova generazione, infatti, i prezzi oscillano tra i 1.400 e i 2.100 euro, a seconda del tipo di intervento. Ed è possibile abbassare ulteriormente i costi cercando affari, con la dovuta cautela, sui siti internet specializzati.

Mobili e elettrodomestici. Rientrano all’interno del bonus arredi mobili nuovi come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani, poltrone, credenze, materassi e apparati di illuminazione. È escluso, invece, l’acquisto di porte, pavimentazioni, tende e altri complementi d’arredo. I grandi elettrodomestici che il consumatore avrà occasione di acquistare, invece, devono avere una classe energetica superiore alla A+ (A per i forni) e sono, tra gli altri: frigoriferi, congelatori, lavatrici, ventilatori, condizionatori, stufe elettriche, lavastoviglie e asciugatrici. Non sono previsti apparecchi appartenenti ad altre categorie come scope elettriche, televisioni, radio e computer.

Nuove regole sulle caldaie. A settembre 2015 una direttiva dell’Unione Europea ha imposto la produzione di sole caldaie a condensazione. «Hanno un indice di efficienza maggiore - spiega Stefano Casiraghi di Altroconsumo - perché recuperano calore da fumi, ma questo implica due requisiti tecnici precisi: la necessità di avere uno scarico per veicolare l’acqua di condensa e una canna fumaria adeguata. Il tecnico quando installa deve assicurare queste condizioni minime altrimenti, certifica che non è possibile installarla e ne mette una tradizionale». Secondo Casiraghi, in questo momento, «il vantaggio per l’acquisto c’è, la forbice dei prezzi si è stretta. Bisogna solo stare attenti al fatto che alcuni produttori, dopo la direttiva, hanno cercato di vendere prodotti vecchi tramite una politica di scontistica».

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