Il Tirreno

Toscana

Bonus casa e bonus mobili: domande e risposte

Andrea Scutellà

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CHE COS’È IL BONUS MOBILI?
Chi accede a “Bonus casa” - che prevede la possibilità di detrarre dal 730 al 50% le spese per le ristrutturazioni edilizie fino a 96.000 euro - ha un ulteriore incentivo per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici (di classe energetica A+ e A per i forni). Il limite di spesa è di 10.000 euro Iva inclusa, per un massimo detraibile di 5.000 euro (4.000 per un acquisto di 8.000 e così via). L’importo verrà erogato in 10 rate annuali.

QUALI INTERVENTI PER ACCEDERE ALLE AGEVOLAZIONI?
Altra novità dell’ultima circolare dell’Agenzia delle entrate è che, a differenza di quanto sostenuto da qualche televendita televisiva, la sostituzione della vasca con un box doccia non è sufficiente per ottenere la detrazione, anche se in grado di ridurre in parte gli ostacoli fisici per i disabili. E non basta neanche il cambio dei sanitari: ci vuole un intervento di categoria superiore, come il rifacimento degli impianti idraulici del bagno. In generale è possibile accedere al bonus con la “manutenzione straordinaria” (esempi: sostituzione infissi con modifica di materiale, cambio tramezzi, costruzione scale), ristrutturazione edilizia (modifiche sostanziali all’immobile) e restauro (adeguamento solai e ripristino dell’aspetto storico di un edificio). C’è spazio anche per la manutenzione ordinaria in alcuni casi limitati (tinteggiatura, sostituzione pavimenti, riparazioni dei cancelli).

CHI NE HA DIRITTO?
Anzitutto il proprietario o il nudo proprietario dell’immobile da ristrutturare. Ma non solo: gli affittuari, i soci di cooperative divise e indivise, i soci delle società semplici, gli imprenditori individuali, i titolari di un “diritto di reale godimento” (usufrutto, uso, abitazione o superficie) e il familiare convivente del proprietario dell’immobile.

QUAL È LA TEMPISTICA DELLE AGEVOLAZIONI?
La Legge di Stabilità 2015 ha prorogato la possibilità di usufruire del bonus fino al 31 dicembre 2016 (fa fede la data di pagamento). Importante è che la data di inizio dei lavori di ristrutturazioni che hanno permesso di accedere al bonus, sia precedente a quella dell’acquisto degli arredi. La spesa per la ristrutturazione, però, può essere anche successiva.

COME EFFETTUARE I PAGAMENTI?
Il mezzo migliore è il bonifico “parlante”, ovvero quello che evidenzia la normativa di riferimento nella causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario e il numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a cui è stato effettuato il bonifico. È possibile pagare anche tramite bancomat o carta di credito, ma in quel caso occorre farsi rilasciare uno scontrino particolare, che riporti l’indicazione della natura, qualità e quantità del bene acquistato e il codice fiscale dell’acquirente.

QUALI DOCUMENTI È NECESSARIO CONSERVARE?
Attenzione alle pulizie di primavera. Per usufruire della detrazione è necessario conservare: la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione (per i pagamenti bancomat o carta di credito), la documentazione di addebito sul conto corrente, la fattura (o lo scontrino) di beni riportante la natura, la qualità e il numero degli arredi o elettrodomestici acquistati.

E PER LE GIOVANI COPPIE...
Per i nuclei costituiti - coniugi o conviventi more uxorio - da almeno 3 anni, con uno dei due partner al di sotto dei 35 anni d’età, che hanno acquistato un immobile come abitazione principale, c’è la possibilità di una detrazione Irpef al 50% degli arredi acquistati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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