Toscana
Stop alle disabilità obiettivo primario
La prima rete di prestazione sanitaria è neurochirurgica Poi si passerà a urgenza cardiologica e grandi traumi
Pronti, via. Si riorganizzano gli ospedali. Scatta la riforma sanitaria approvata a dicembre. E nascono le “reti” di prestazioni sanitarie, le chiama la Regione. Le reti (i percorsi collegati) che tengono conto non solo della qualità ma anche della rapidità di intervento. Si comincia (non a caso) con l’ictus. Poi si passerà ad emergenza e urgenza cardiologica e rete grandi traumi. Tutte discipline per le quali qualità e tempestività sono necessarie per aumentare la percentuale di recupero del paziente. E ridurre rischi di inabilità o invalidità, i veri costi (a lungo termine) dell’assistenza sanitaria.
TRE OSPEDALI D’ECCELLENZA
Per tutte le reti vale lo stesso principio: gli interventi di alta specializzazione saranno concentrati negli ospedali d’eccellenza, come Pisa, Firenze o Siena: «I criteri per la ridefinizione ospedaliera - scrive la Regione - prevedono la concentrazione della produzione delle prestazioni ad alta complessità professionale, soprattutto chirurgica, presso ospedali che concentrino la tecnologia e le competenze di elevata specializzazione in un bacino geografico e di popolazione ottimale, di norma le aziende ospedaliere universitarie e la Fondazione Monasterio, e il trasferimento delle attività a minore complessità presso i restanti presidi, con incremento dei volumi delle attività e riduzione dei costi unitari».
SERVIZI D’AREA VASTA
Il “bacino di utenza” della sanità, dunque, diventa l’area vasta che, di fatto, coincide con il territorio delle tre nuove Asl. Perché «ci deve essere più equità nell’accesso alle cure». In parole povere, l’eccellenza deve essere a portata di mano di tutti. «A tutti deve essere fornita la migliore assistenza con il migliore utilizzo delle risorse». Sempre più ridotte. Specie dopo che lo Stato ha tagliato 148 milioni di trasferimenti alla Regione.
A maggior ragione, la Toscana tenta la riorganizzazione dei servizi per area vasta che il mantenimento delle 12 Asl aveva fatto abortire. Ma visto che dal 1° gennaio le Asl sono 3, può avviare la riorganizzazione degli ospedali.
I TEMPI DELLA RIFORMA
La tabella di marcia è stabilita: entro il 31 marzo verranno «attivati gruppi di lavoro per definire bacini e assetti di rete per ictus, emergenza cardiologica e grandi traumi mediante un lavoro di confronto fra Asl e professionisti»; entro il 30 aprile per le «restanti discipline, l’Area vasta deve sviluppare una rimodulazione dell’offerta» e decidere in quali ospedali garantire i servizi. «Il compito che ci aspetta - conferma Maria Teresa Mechi, dirigente del dipartimento del dipartimento Coesione sociale dell’assessorato regionale alla Sanità - è duplice: individuare per ciascun settore le competenze; distribuirle sul territorio in modo equo. È questa la messa in rete delle competenze».
ICTUS LA PRIORITÀ
La prima rete a partire, comunque, sarà proprio quella dell’ictus. «In questo settore - conferma Teresa Machi - con i professionisti abbiamo già costruito il percorso ottimale adeguato di assistenza ai pazienti, non solo a livello di prestazioni, ma anche temporale. Un percorso “tempo dipendente”. Siamo partiti studiando la “domanda di salute”, la richiesta di prestazioni”, abbiamo analizzato come e dove venivano erogate e studiato il percorso ottimale». In pratica, la Regione ha individuato «che cosa potenziare nell’assistenza alle persone colpite da ictus. Sono stati identificati gli standard di assistenza, le modalità di soccorso, gli interventi tecnologici necessari per mettere in rete a livello telematico il 118 con il pronto soccorso, il pronto soccorso coi reparti. Chi effettua la trombolisi (stappa le arterie, elimina i trombi) devono essere in grado di trasferire i pazienti negli ospedali di alta specializzazione nel caso il problema non si risolva con le procedure ordinarie». Si devono poter mandare da Livorno a Pisa in poche decine di minuti o da Pistoia a Firenze.
EVITARE INVALIDITÀ
«In un primo momento - ammette Teresa Mechi - questa riorganizzazione potrà avere anche costi più alti perché aumenterà la qualità dell’assistenza offerta a un numero più ampio di pazienti. Ma il risparmio si avrà con il tempo. Il nostro è un investimento sulla salute: garantendo l’accesso a prestazioni più sofisticate, aumenteremo le possibilità di recupero, diminuendo le invalidità, la necessità di assistenza alla persona».
GRANDI TRAUMI E CARDIOLOGIA
Per questo le altre due reti che saranno create entro fine anno saranno quelle per l’emergenza cardiologica e per i grandi traumi, con le aziende ospedaliere sempre più in contatto (e collaborazione) con gli ospedali.
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