Il Tirreno

Toscana

AVEVA 83 ANNI

Si è spento Franco Magagnini

Si è spento Franco Magagnini

È stato direttore del Tirreno, poi nella squadra di vertice di Repubblica

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LIVORNO. Si è spento a 83 anni Franco Magagnini, che ha insegnato a generazioni di cronisti l’arte del giornalismo con quel suo carattere livornese doc, sanguigno e appassionato, così burbero eppure così bravo a condividere con i colleghi più giovani le doti di fiuto della notizia.

È stato direttore del Tirreno dal 2 ottobre ’80, in una Italia sotto shock fra la bomba alla stazione di Bologna, fino al 6 novembre ’82. La prima volta che ha “firmato” il nostro giornale ha scritto il più breve editoriale mai scritto in circostanze simili: quattro righe quattro per segnare il suo ritorno a Livorno «dopo 25 anni».

Già, perché in realtà il percorso professionale l’ha fatto nei giornali nazionali. Prima all’Unità, poi dal ’66 a Paese Sera: al pari di altre figure del popolare quotidiano della sinistra come Miriam Mafai o Giorgio Forattini, approda nella Repubblica lanciata da Eugenio Scalfari come quotidiano-novità nell’arcipelago della stampa italiana. È il ’77 ed è a Repubblica che Magagnini tornerà dopo aver lasciato Il Tirreno fino a diventarne il capo-redattore centrale.

Tutti ora ne ricorderanno la memorabile sfuriata che fece al presidente Pertini, immaginando che fosse lo scherzo di un collega. Ma non è davvero stata l’unica della sua vita professionale, e allora a noi piace ricordarne un’altra: quando, di fronte al procuratore capo di Palermo che aveva sbattuto in galera uno dei suoi “segugi” anti-mafia, aveva preso il telefono per dire al capo di tutte le carceri d’Italia che se al cronista fosse stato toccato un capello avrebbe fatto saltare il Palazzo di giustizia.(m.z.)

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