Il Tirreno

Toscana

Il centrosinistra si conta

di Ilaria Bonuccelli
Prima del Pd in una foto d'archivio (foto Franco Silvi)
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Prima del Pd in una foto d'archivio (foto Franco Silvi)

A Grosseto non può sbagliare candidato sindaco: centrodestra e M5S incalzano

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FIRENZE. Prove di voto per il Pd. Domami il partito di governo - a Roma e Firenze - chiama gli elettori a raccolta per scegliere i primi tre candidati sindaci di primavera: Grosseto, Vecchiano e Cascina. Poi, toccherà a Orbetello, Montevarchi e Sesto Fiorentino. Circa 150mila elettori, per la prima volta anche non iscritti al Pd, saranno chiamati a individuare gli uomini delle sfide amministrative che sono anche termometri politici. A Grosseto, soprattutto, dove il Pd (diviso) deve azzeccare il candidato se vuole mantenere la guida di una città con il cuore che batte a destra.

I TEST ELETTORALI

Certo, ci sarà anche il banco di prova di Sesto: ma lì si tratta soprattutto di regolare un conto tutto interno alla sinistra. La ferita «dell’agguato» - così lo definisce Dario Parrini, segretario regionale del partito - ordito dagli 8 consiglieri che a luglio hanno sfiduciato Sara Biagiotti, il sindaco più renziano della Toscana. Vincere le elezioni a Sesto, dunque, per il Pd diventa un punto di onore sulla “sinistra a sinistra”. Quanto battere il centrodestra a Grosseto che oggi fa più paura di M5s. Non solo perché il movimento di Grillo è «meno incalzante, più diviso» per dirla con Parrini, ma anche perché il candidato del centrodestra - Antonfrancesco Vivarelli Colonna - è avversario temibile. Il presidente provinciale di Confagricoltura è un moderato, con una vocazione naturale a erodere consensi al centro. Questa, però - secondo il Pd - potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: potrebbe far risultare Vivarelli Colonna troppo spostato verso sinistra e poco gradito a Lega e alla destra.

CANDIDATI E AFFLUENZA

Certo queste contraddizioni potranno emergere bene una volta che a Grosseto sarà stato scelto il candidato. E molto dipenderà da chi vincerà la sfida fra i due contendenti: il vicesindaco Paolo Borghi, considerato la continuità con l’uscente sindaco Emilio Bonifazi, o il presidente della commissione urbanistica Lorenzo Mascagni, vissuto come il rinnovamento. L’esito è incerto alla vigilia, anche se gli esperti di pronostici sostengono che il risultato dipenderà dall’afflusso alle urne. In sostanza, ritengono che un’affluenza alle primarie non particolarmente elevata potrebbe avvantaggiare Borghi; al contrario, un’affluenza più ampia, che esprima un voto più di “opinione” e non solo di partito in senso stretto potrebbe, avvantaggiare Mascagni, la novità.

PRIMARIE APERTE

Questo significa che sul voto di domani influiranno due fattori. Il primo è il maltempo. Anche se Parrini è convinto che la coscienza civica sarà più forte della pioggia. Il secondo è la novità di queste primarie: il voto esteso a tutti gli elettori del Comune. Chiunque sia in possesso della tessera elettorale, infatti si può presentare ai seggi allestiti dal Pd. Le primarie “aperte” che Parrini insegue dal 2007.

INQUINAMENTO DEL VOTO

Certo il rischio di “inquinamento” del voto da parte di elettori di altri partiti c’è sempre, «ma non possiamo certo fare la radiografia a chi si presenta ai seggi. Questo accade, del resto, ovunque nel mondo si ricorra alle primarie. L’importante è che non ci siano provocazioni e non si sono mai verificate». E cioè che si presentino a votare segretari o persone con incarichi istituzionali in partiti di coalizioni avversarie. «Anche perché per votare - evidenzia Parrini - è necessario sottoscrivere l’adesione al programma del Pd o dell’alleanza di centrosinistra, in caso di primarie di coalizione. E questa sottoscrizione, poi, fa finire in un albo degli elettori di centrosinistra». Che non ha valore ai fini amministrativi, ma una traccia comunque la lascia.

In ogni caso a fare da deterrente potrebbe servire il pagamento di 2 euro richiesto per votare a tutti, eccetto agli iscritti al Pd. Almeno così si legge nel regolamento approvato dal partito a Vecchiano.

DOMENICA VOTO E SCRUTINIO

Uno dei tre comuni dove gli elettori sono invitati al voto: urne aperte dalle 8 alle 22. Poi, subito scrutinio. Perché da lunedì, il Pd si deve presentare unito agli elettori. Con il candidato eletto. Su questo Parrini non transige. «Bisogna saper vincere, ma anche saper perdere e mettersi a disposizione. Per vincere le elezioni, poi avremo bisogno di tutti». Anche degli sconfitti alle primarie. Che per Orbetello sono previste il 20 marzo. Sesto e Montevarchi, invece, slittano ad aprile.

RENZIANI E ANTI-RENZIANI

Il messaggio sui perdenti e vincenti è per Grosseto. Ma anche per Cascina, nel Pisano, dove finora i due candidati si sono fatti la guerra: il sindaco uscente, Alessio Antonelli, non schierato con il renziano vicesegretario regionale del partito, il consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo, e il renziano consigliere comunale Massimo Angori. Parrini taglia corto: «Non scegliamo i candidati sindaci in base alle magliette (renziani e non renziani), ma in base alla qualità delle persone». Pensa al candidato di Sesto, l’ex vicesindaco non renziano Lorenzo Zambini, carta da giocare in caso di primarie di coalizione. Ma l’esempio gli serve per tutti i Comuni. Almeno fino a lunedì.

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