Il Tirreno

Toscana

La Francia si prende un pezzo di mare toscano

Andrea Scutellà
La Francia si prende un pezzo di mare toscano

L'assessore Remaschi polemico col governo. Coldiretti: sono trattati da rispettare, ma puntiamo alla possibilità della pesca congiunta

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I pescatori toscani avranno 316 chilometri quadrati di mare in meno. L’allarme viene dalla risposta di Marco Remaschi, assessore all’agricoltura con delega alle Politiche per il mare, a un’interrogazione di Claudio Borghi della Lega Nord. Il quesito riguarda l’accordo tra Italia e Francia per la cessione delle acque territoriali a largo delle isole dell’Arcipelago Toscano.

«Abbiamo chiesto un incontro urgente al ministro Gentiloni - ha spiegato Remaschi - per approfondire i contenuti di questa intesa della quale non eravamo a conoscenza. Noi siamo tenuti a difendere le nostre attività e specificità e non vogliamo penalizzare i nostri pescatori». L’accordo è stato firmato in gran segreto il 21 marzo 2015, per ottemperare alla convenzione Onu sul diritto del mare del 1982. Riguarda, in particolare, la gestione delle estrazioni - tanto ittiche, quanto di altre risorse naturali - presenti nelle acque internazionali tra Liguria, Toscana, Sardegna e Francia. Il documento è stato ratificato, però, soltanto dal Parlamento francese e non da quello italiano, dunque non è ancora effettivo. Ma, a meno che non si voglia contravvenire a un accordo internazionale, prima o poi dovrà essere approvato.

La notizia è venuta fuori nel peggiore dei modi: il 14 gennaio 2016 le autorità francesi hanno sequestrato il peschereccio ligure “Mina”, che però era in acque considerate italiane. Alla fine la gendarmeria transalpina si è anche scusata, ma l’accordo era ormai di pubblico dominio.

LEGAPESCA: ALTRI LIMITI ALLA PESCA

«Le attività di pesca in Toscana sono già molto limitate - lamenta Niclo Vitelli, presidente di Lega Pesca Toscana - ci sono una serie di condizionamenti oggettivi anche giusti e questo va a incidere ulteriormente su una situazione già delicata: nel giro di pochi anni si sono ridotte le imbarcazioni e c’è una crisi della grande pesca. Noi siamo con l’assessore Remaschi».

COLDIRETTI: SERVE PESCA CONGIUNTA

Danilo Di Loreto, responsabile del settore pesca della Coldiretti, offre invece una prospettiva diversa. «Sono trattati che non possono essere fermati a meno che non si voglia rifiutare il principio stesso di Nazioni Unite, per questo noi della Coldiretti stiamo lavorando in maniera più pratica. Questi accordi prevedono la cosiddetta “zona di pesca congiunta”: dimostrando la storicità della frequentazione di quel tratto di mare da parte delle nostre imbarcazioni, possiamo ottenere che continuino a frequentare quei tratti di mare». Il tutto sarebbe possibile grazie ai sistemi informatici di tracciamento già presenti a bordo delle navi. C’è anche la questione dello sfruttamento delle risorse naturali - petrolio e gas - da non sottovalutare.

«Nel caso in questione le possibili estrazioni riguardano la Sardegna - spiega Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana - ma potrebbe essere un precedente preoccupante anche per la zona tra Montecristo e Pianosa. Questo ribadisce la necessità che i toscani vadano a votare al referendum di metà aprile. Chiederemo anche alla Regione di prendere posizione».

MARTEDI INCONTRO REGIONE-MINISTERO

La Regione Toscana incontrerà il ministero degli Esteri per chiarire la vicenda della cessione delle acque internazionali italiane alla Francia, che sottrarrà ai pescatori 316 chilometri di mare. «Rappresenteremo le nostre preoccupazioni - ha detto l'assessore Remaschi ai giornalisti - e anche quelle dei pescatori toscani. Vedremo se sarà possibile, io sono convinto di sì, trovare una situazione che ci permetta di non penalizzare i nostri pescatori. Dover rinunciare a porzioni di mare per la pesca, in un settore già provato creerebbe ulteriori difficoltà».

LEGA NORD: L'ACCORDO E' ALTO TRADIMENTO

Remaschi ha già riferito della questione in consiglio regionale, dietro interrogazione di Claudio Borghi. «L’accordo è alto tradimento - ha detto il leghista -. Qui abbiamo un ministro che senza avvisare il Parlamento regala ad un paese straniero un’area superiore a quella della provincia di Trieste».

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