Attenzione
«Frodi frequenti ma c’è vigilanza»
Il dottor Nasali della prevenzione Asl di Firenze: quasi mai pericoli per la salute
FIRENZE. «La frode più grave? Spacciare un olio lampante come olio commestibile». In quel caso, oltre alla frode commerciale - spiega Marco Nasali, tecnico della prevenzione Asl di Firenze - si causa un danno alla salute.
Dottor Nasali, sono frequenti le frodi commerciali in Toscana?
«Non sono rare. E riguardano soprattutto olio e vino, i prodotti simbolo della regione».
Come riuscite a individuare se un prodotto è stato contraffatto?
«Non è semplice. Le tecniche sono diverse. In alcuni casi servono analisi specifiche, in alcuni casi serve un “panel” di esperti, un gruppo di persone in grado di valutare le qualità del prodotto».
Parliamo di frodi alimentari. Come si individuano?
«Facciamo un passo indietro. Di solito nell’olio, le frodi alimentari interessano l’extravergine che è un prodotto più costoso e che si contraddistingue per un’acidità inferiore a 0,8 gradi per litro. Olii con queste caratteristiche sono eccellenti; sopra siamo nel campo dell’olio vergine (purché l’acidità sia inferiore ai 2,2 grammi per litro). La frode più frequente, qualche anno fa, era di mischiare l’olio di vinacciolo con quello di extravergine».
Come è possibile individuarlo?
«Ci vogliono analisi specifiche. E non è male neppure avere un profilo analitico del prodotto di partenza, con il quale comparare il prodotto che si va ad analizzare».
Questa pratica consente un business interessante?
«Di solito consente di mettere sul mercato a 3 euro e 50 al chilo un prodotto che ha un costo reale di 1 euro. Di fatto ci si guadagna due volte e mezzo».
Non si tratta, però, di una frode pericolosa per la salute.
«Spesso le alterazioni, le sofisticazioni e le contraffazioni tendono a peggiorare la qualità dell’olio, ma non a renderlo pericoloso per la salute. Mi spiego: si creano prodotti che valgono meno di quello che sono pagati. Imbrogli il cliente sul prezzo e sul fatto che gli dai un prodotto che commercialmente non è quello che gli dici di vendere, ma non è dannoso. Da un punto di vista legale, anche secondo la normativa europea, lo definiamo “inadatto per l’uso preposto” anche dal punto di vista della dieta».
Quando davvero la frode è pericolosa per la salute?
«Quando si spaccia per commestibile l’olio cosiddetto lampante, quello destinato alla raffinazione perché non ha le caratteristiche per uso alimentare. Si chiama così perché una volta veniva usato solo per i lumi».
Può accadere?
«Per l’esperienza che abbiamo è davvero raro che un produttore o un grossista faccia uscire dal proprio stabilimento un olio lampante etichettato come commestibile. O anche un olio per uso alimentare mischiato con lampante: ci sono analisi tali che ti fanno beccare subito. Però...».
Però?
«Però può accadere che in un olio extravergine ci siano elementi poco stabili. Spesso , però, la questione è indicata sulle etichette con le avvertenze su come conservare il prodotto in modo corretto. Se il consumatore non le segue può succedere che il prodotto si guasti. Ma la colpa, a quel punto, non è del produttore».
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