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Toscana

Camere di Commercio, sit-in e proteste

FIRENZE. Sono 400 i lavoratori toscani che rischiano il posto di lavoro con la riforma delle Camere di Commercio in gestazione a Palazzo Chigi. 200 dipendenti e altrettanti dall'indotto composto...

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FIRENZE. Sono 400 i lavoratori toscani che rischiano il posto di lavoro con la riforma delle Camere di Commercio in gestazione a Palazzo Chigi. 200 dipendenti e altrettanti dall'indotto composto dalle pmi collegate agli enti camerali più le aziende speciali dove lavorano circa 90 giovani laureati con contratti privatistici. Ieri il sit-in di fronte alla prefettura di Firenze. Le bozze del decreto che girano in questi giorni, oltre ad accorparli da 10 a 5, «svuotano gli enti camerali delle loro funzioni - dice Stefano Buffa della rsu della Camera di commercio di Firenze - trasformandoli in semplici distaccamenti del ministero dello Sviluppo». Spariscono l’internazionalizzazione e l’accompagnamento delle imprese alle fiere, la promozione dei centri commerciali naturali, la formazione e l’alternanza scuola-lavoro. «E non è prevista al momento nessuna clausola di ricollocamento come hanno fatto nel riordino delle Province», sottolinea Buffa. Dunque il licenziamento è possibile. Intanto la Regione sta cercando di salvare il salvabile. L’idea dell’assessore Ciuoffo sarebbe trasformare le Camere di commercio in enti del turismo sotto l’egida di Toscana Promozione. Ipotesi in discussione all’osservatorio permanente attivato dal presidente Rossi con le parti sociali. (s.b.)

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