Il Tirreno

Toscana

Droga a scuola: così gli spacciatori vendono il "fumo" agli studenti

di Sabrina Chiellini
Droga a scuola: così gli spacciatori vendono il "fumo" agli studenti

A Pontedera esplode il problema dopo un blitz chiesto dagli stessi genitori. I pusher nel cortile dell'istituto. Trovato nei bagni un etto di hashish

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PONTEDERA. Gli spacciatori entrano nel cortile e nelle strade del villaggio scolastico di Pontedera, frequentato ogni giorno da quasi cinquemila studenti degli istituti superiori, e vendono il “fumo”. Succede da tempo e neppure in luoghi troppo isolati, sotto le finestre delle aule o all’ingresso delle scuole. Tra i ragazzi c’è anche chi nell’attesa del suono della prima campanella si fuma una “canna” e comincia la giornata. I filtri gettati sull’asfalto, come tra i cespugli, dicono tante cose. Gli studenti - sono le 11, incontriamo più gruppetti usciti a fumare - non ne fanno mistero. Certo non è un fenomeno nuovo, né qui né altrove. Ma l’elemento inquetante è l’ingresso degli spacciatori nel perimetro “sacro” di una scuola.

L’argomento di questi giorni è il sequestro del “fumo” trovato a scuola. Gli scambi di droga li vedono in tanti, come raccontano tra piccole omertà e improvvise allusioni. Ma colpisce il fatto che chi spaccia possa accedere ai cortili delle scuole o davanti ai bar, senza correre grandi rischi. Questo succede perché nel villaggio dell’istruzione il dialogo tra enti diversi, in questo caso la Provincia di Pisa proprietaria degli immobili, e il Comune di Pontedera, si è fermato da più di un anno. Non c’è un vero piano della viabilità interna scolastico. Il progetto di creare un campus vero e proprio non decolla, e non c’è una organizzazione degli spazi interni. Il cancello all’ingresso di via Salcioli viene chiuso la notte ma non è un grande deterrente. “Varcare” il cancello del villaggio è piuttosto semplice, di giorno come di notte.

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L’altra mattina durante uno dei blitz delle forze di polizia è successo un fatto nuovo. In una scuola, il professionale “Pacinotti”, invece dei soliti, pochi grammi di hashish, nel bagno dell’istituto è stato trovato un intero panetto da 100 grammi, scovato dal pastore tedesco “Rocco”, condotto da un carabiniere. Anche nei bagni di un altro istituto, il “Fermi”, sempre nascosti in uno dei bagni, sono stati rinvenuti altri cinque grammi di hashish e uno spinello già confezionato. Il servizio era interforze, di quelli che si fanno notare, con polizia, carabinieri e polizia locale, con due cani antidroga.

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A differenza di quanto avvenuto per altri istituti della stessa città, dove dopo i controlli non erano mancate le polemiche da parte dei genitori, al professionale sia la dirigente scolastica che gli insegnanti, dopo che hanno avuto la percezione di un problema non hanno esitato a rivolgersi a chiedere aiuto. «La dirigente scolastica si è rivolta alle forze di polizia - spiega il vicepreside del professionale, Renato Lemmi - in quanto abbiamo pensato che non fosse il caso di nascondere la testa sotto la sabbia. Abbiamo deciso di procedere nella direzione dei controlli nell’ottica di garantire la sicurezza dei ragazzi quando sono a scuola». È stato un segnale di attenzione e per dire «che c’è la volontà di tenere sotto controllo la situazione - continua Lemmi - devo dire che le famiglie hanno compreso il nostro intento e non ci sono state polemiche».

A spacciare però non sono solo gli esterni, giovani che della scuola hanno un vago ricordo. Anche alcuni studenti si sono lasciati coinvolgere. «Abbiamo effettuato i controlli all'interno di alcuni istituti solo dove i dirigenti avevano richiesto un servizio specifico essendo note le attività di spaccio di alcuni studenti», spiega il dirigente del commissariato di polizia, Luigi Fezza. Ai carabinieri invece si sono rivolti direttamente alcuni genitori. «Sono venuti in caserma - dice il luogotenente Nicolò Stella - per esporci un problema. Sapevano di un piccolo spaccio all’interno delle scuole, oltre che nei cortili. Per contenere il fenomeno, anche se non particolarmente esteso, hanno chiesto il nostro aiuto. Forse quello che nessuno immaginava era che in uno dei bagni qualcuno avesse nascosto un panetto di più di centro grammi».

Difficile pensare all’uso personale di qualche studente... E gli stessi ragazzi, il giorno dopo il blitz, si dimostrano sorpresi del sequestro. C’è chi ipotizza che quello dei bagni della scuola potesse essere considerato un nascondiglio ideale anche per evitare gli occhi dei genitori. Lo ammettono, scherzando ma non più di tanto. I controlli saranno ripetuti,così come le lezioni sulla legalità e per la prevenzione al consumo di droghe. «Se altri istituti ritenessero necessario il nostro intervento - dicono sia la polizia che i carabinieri - i servizi antidroga nelle scuole saranno ripetuti anche con maggiore frequenza». Anche perché se è vero che l’altra mattina i sequestrici sono in due istituti il problema è complessivo e il problema dello spaccio riguarda ogni scuola del villaggio.

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