Sicurezza
Otto milioni contro le morti bianche
Piano straordinario lanciato dalla Regiona sicurezza contro gli infortuni sul lavoro e il sommerso
La Toscana conta ancora troppi morti sui luoghi di lavoro. L’anno scorso gli infortuni in cui le persone hanno perso la vita hanno fatto un balzo di 33 unità rispetto al 2014. Si è passati dai 76 lavoratori deceduti del 2014 ai 109 del 2015. Intollerabile. Anche se va registrato che il numero complessivo degli incidenti è diminuito del 2,5%. Sono stati 44.481 nel 2014, 43.355 nel 2015. Ma la sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere un optional. «Il lavoro sicuro – dice il presidente della Regione Enrico Rossi – è una necessità a cui non vogliamo rinunciare».
In campo quasi 8 milioni. Gli fa eco l'assessore al welfare Stefania Saccardi: «Ogni infortunio è una sconfitta. Se poi chi va a lavorare rischia addirittura di non tornare a casa la sera, allora è una sconfitta per tutto il sistema». Un fenomeno, quello dell’aumento dei morti sul lavoro, che la giunta prova ad arginare mettendo in campo – da qui al 2020 - un piano da 7 milioni e 940mila euro. Tutte risorse che derivano dalle sanzioni erogate dalle Asl nel corso della loro attività e che confluiscono in un capitolo vincolato regionale, da utilizzare esclusivamente per le finalità della sicurezza del lavoro. Ma andiamo a vedere, punto per punto, come sarà sviluppato il piano di sicurezza.
Più vigilanza e meno corruzione. Il primo obiettivo è quello di aumentare le attività di vigilanza. I controlli dovranno crescere nel triennio 2016-17-18 del 10%, del 3% nel 2016. Potranno essere prese in considerazione anche segnalazioni anonime, dopo attenta valutazione. Si cerca di non prendere sotto gamba il fenomeno della corruzione. Per questo la Regione farà ruotare le coppie degli ispettori, saranno ruotati anche gli ambiti di intervento, verrà fatta la pubblicizzazione sui siti aziendali delle scelte programmatiche e dei criteri di selezione delle aziende da ispezionare. Non solo. Verranno stipulati degli accordi con le associazioni di categoria per la produzione di materiale informativo che promuova le buone pratiche.
Incentivi a chi investe in sicurezza. Ma la Regione prevede degli incentivi in denaro – anche tramite accordi da stipulare con gli enti pubblici, le imprese e le banche che vorranno essere coinvolte – per invitare i datori di lavoro a rispettare le regole della sicurezza. Alcuni esempi. Saranno aiutati coloro che faranno a meno dei trattori che non hanno la cabina di guida. Le ditte che lavorano alle grandi opere potranno accedere ad un sistema di primo soccorso nelle zone difficilmente raggiungibili dalle ambulanze del 118. E' prevista l'assistenza medica ai lavoratori delle grandi opere che abitano fuori Regione. Avranno un occhio di riguardo i lavoratori del marmo con l'adozione di tecnologie per la sicurezza della movimentazione del materiale lapideo e l'installazione di chiusure laterali dei carrelli elevatori, che garantiscano la trattenuta del conducente all'interno della cabina, evitando lo schiacciamento in caso di ribaltamento.
La lotta al lavoro sommerso. Altra piaga da sconfiggere: il lavoro nero. In questa direzione la giunta promuoverà un'azione di intelligence che coinvolgerà una marea di soggetti: le parti sociali, gli Rls (i responsabili dei lavoratori per la sicurezza) territoriali, i comitati consultivi provinciali presso l'Inail. Il Cles (Comitati per il lavoro e l'emersione del sommerso) e gli istituiti presso le direzioni territoriali del lavoro. Un meccanismo collettivo che dovrà scovare il lavoro sommerso. Cambierà anche il sistema della formazione. Meno teoria, meno discorsi astratti. I corsi destinati ai lavoratori dovranno fornire una preparazione più diretta, finalizzata al tipo di lavoro che andranno a fare. Ultimi due punti del piano per la sicurezza nei luoghi di lavoro: la comunicazione e il ruolo del Cerimp, il Centro regionale infortuni e malattie professionali. In autunno partirà una campagna regionale e cinque campagne locali per stimolare lavoratori e datori di lavoro sulla sicurezza in alcuni temi specifici (agricoltura, porti, edilizia, cave, distretto abbigliamento e pelletteria della Asl Toscana centro). Ribadito il ruolo del Cerimp come luogo di raccordo con gli altri enti nell'ambito della sicurezza dei lavoratori.
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