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Non ti controllo se paghi: due arresti

Non ti controllo se paghi: due arresti

Ispettori della task force chiedevano soldi a confezionisti cinesi

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PRATO. L'arresto di un paio di tecnici del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Prato, accusati di concussione per aver chiesto soldi ai confezionisti cinesi in cambio di controlli più morbidi, conferma e rinverdisce una pessima “tradizione” che non è solo pratese ma che a Prato sembra aver trovato la sua patria di elezione. Il caso di Massimiliano Guarneri, 42 anni, e Tatiana Tarantino, 40 anni, entrambi originari di Palermo e domiciliati in città, è solo l'ultimo di una lunga serie di incidenti di percorso nei quali sono inciampati nel tempo tanti pubblici dipendenti chiamati a controllare le irregolarità degli imprenditori cinesi, e che poi sono stati sorpresi a fare commercio del potere che era stato loro conferito. Nell'elenco non manca nessuno, dai poliziotti ai carabinieri, dai finanzieri ai vigili urbani, dai dipendenti dell'Anagrafe a quelli dell'Asl.

Guarneri e Tarantino sono stati arrestati lunedì sera dai finanzieri del Gruppo provinciale in esecuzione di ordinanze di custodia (lui in carcere, lei ai domiciliari) firmate dal gip Francesco Pallini su richiesta dei sostituti procuratori Antonio Sangermano e Valentina Cosci. In realtà si tratta dello sviluppo di un'indagine di cui si era avuta notizia lo scorso 27 novembre, quando lo stesso Guarneri fu indagato in seguito alla denuncia di un confezionista cinese. Quest’ultimo si era sentito chiedere 500 euro dall’ispettore per evitare una multa di 1.300 euro in seguito all’accertamento di presunte irregolarità, ma decise di registrare la conversazione con Guarneri e poi si rivolse al capitano D’Abrosca della guardia di finanza. Un’indagine lampo della Procura consentì di bloccare sul nascere lo scambio illecito di favori in cambio di contanti. L’indagato cercò di scaricare la colpa su un collega, poi completamente scagionato, di fronte al sostituto Sangermano fece parziali ammissioni e fu immediatamente sospeso dall’Asl.

Sembrava un caso isolato, ma la guardia di finanza ha continuato a indagare. Il telefono dell’ormai ex ispettore è stato messo sotto controllo e i militari sono andati a spulciare tutte le pratiche trattate dal tecnico, scoprendo che in altri quattro casi, tutti precedenti al 27 novembre, sarebbe riuscito a farsi pagare dai confezionisti cinesi in cambio di un occhio di riguardo nei controlli. Non solo lui, ma anche la collega Tarantino, che secondo la Procura lo ha accompagnato e, anziché dissuaderlo, lo avrebbe spalleggiato, in un caso intascando anche alcune centinaia di euro.

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha spiegato che l’ispettore sarebbe arrivato a chiedere fino a 5.000 euro (paventando una sanzione di 25.000) ma che poi si accontentava dei contanti che il confezionista cinese di turno aveva nel cassetto, dai 500 ai 2.000 euro. Ascoltando le intercettazioni, i finanzieri hanno anche trovato tracce di presunti maltrattamenti in famiglia, ai danni della moglie, e per questo all’ispettore è stato notificato un altro avviso di garanzia.

Guarneri fa parte della task force di tecnici assunti a partire dal settembre 2014 dall’Asl su input della Regione per il programma straordinario di controlli sulle confezioni cinesi deciso sull’onda della tragedia del 1° dicembre 2013, quando nell’incendio della confezione Teresa Moda morirono sette operai orientali.

Nessuno dei quattro confezionisti che hanno pagato in cambio di controlli più morbidi si era rivolto alle forze dell’ordine per denunciare la concussione. Sono stati i finanzieri a contattarli e a quel punto hanno confermato i sospetti degli inquirenti.

Questo fa capire quanto a Prato sia fertile il terreno per le pratiche corruttive. Il procuratore Nicolosi non arriva a parlare di corruzione ambientale, preferisce evocare il concetto di “palude”, una zona grigia nella quale prosperano le attività di chi, delegato ai controlli, lucra sulle irregolarità. In questi giorni in Tribunale a Prato è in corso il processo a quattro poliziotti (tra cui l’ex dirigente delle Volanti) accusati di aver fatto favori a imprenditori cinesi (sui permessi di soggiorno e altro) in cambio di soldi e altre utilità, tra il 2008 e il 2009. Anche per questo in Procura sono convinti che l’arresto dei due ispettori dell’Asl non è il primo e non sarà l’ultimo.

Paolo Nencioni

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