Il Tirreno

Toscana

Internet industriale Il 5G nasce in Toscana

di Ilaria Bonuccelli
Internet industriale Il 5G nasce in Toscana

Segnalerà guasti dell’auto e controllerà la qualità del vino

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Non passerà molto tempo prima che un’auto possa “dialogare” con un’officina. Avvisare che è il momento di cambiare la batteria. Un messaggio diretto grazie alla tecnologia “5G” - quinta generazione radiomobile - che in Italia Ericsson svilupperà in Toscana. E non solo per migliorare la capacità degli smartphone di scaricare dati, video e perfino film in velocità entro il 2018.

INTERNET DELLE COSE

Mentre oggi i telefonini viaggiano con la tecnologia 4G (ma molti ancora con 3G), il colosso svedese delle telecomunicazioni stringe un accordo con la Regione Toscana per costruire l’Internet “industriale”. L’Internet delle cose.

Di fatto, il futuro nel settore «dell’economia digitale, delle tecnologie ambientali, della sanità», partendo dal proprio Centro di ricerca e sviluppo di Pisa (San Cataldo).

PISA AL CENTRO

Questo centro è un’eccellenza mondiale nel campo delle reti ottiche e delle tecnologie fotoniche che sono alla base del sistema 5G. Già da tempo, il centro pisano di Ericsson collabora «assiduamente» con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, con il Cnr, il Centro nazionale italiano per le telecomunazioni e le università. Con il protocollo appena siglato fra multinazionale e Regione non solo la collaborazione di estenderà, ma si rafforzerà pure il rapporto con le piccole e medie imprese del territorio «che saranno chiamate a sperimentare e ingegnerizzare la tecnologia» che sarà ideata in Toscana.

ACCORDI CON LE PMI

Ericsson, infatti, decide di puntare sulla Toscana per i prossimi anni perché - spiega l’economista Paolo Tedeschi, a capo della segreteria del governatore Enrico Rossi - «qui si concentrano una serie di fattori positivi: un governo regionale affidabile, pronto a sostenere con investimenti propri e comunitari (Horizon), l’innovazione tecnologica; la possibilità di creare una rete fra imprese e istituti di ricerca di eccellenza», in grado «di attirare sul territorio aziende e cervelli e di valorizzare piccole e medie imprese innovative locali, avvicinandole al mondo della grande impresa». In concreto questo significa che la Regione favorirà l’applicazione di «soluzioni 5G in settori come quello automobilistico e dei trasporti, sanità, energia, sicurezza, delle infrastrutture pubbliche e del commercio».

VINI E TECNOLOGIA

Lo sviluppo della tecnologia 5G, insomma, non servirà solo a far andare i cellulari più veloci. Il progetto “5G for Europe” - che Ericsson ha anticipato alcuni giorni fa a Barcellona durante il Congresso mondiale delle Comunicazioni - punta molto più in alto della trasmissione di dati a una velocità di 20 giga al secondo. «Le applicazioni - conferma Tedeschi - vanno dal settore agro-alimentare, fino a quello dell’Internet industriale». Nell’ agro-alimentare, l’applicazione del 5G potrebbe riguardare soprattutto il settore vinicolo: esiste, infatti, la possibilità di tracciare le forniture dei vini, in giro per il mondo, attraverso chip piazzati sotto le etichette: questo consentirebbe di gestire rese e distribuzione ai produttori; oppure sarà possibile verificare il mantenimento «della qualità del vino durante i trasporti, quando è sottoposto a sbalzi di temperatura, la conservazione delle proprietà e del gusto grazie a sensori inseriti nei tappi di sughero».

PREVENIRE I PROBLEMI

Considerata la produzione vinicola e soprattutto i marchi, la Toscana è la regione ideale per sperimentare l’applicazione della tecnologia 5G all’agroalimentare. «Ma lo diventa - aggiunge Tedeschi - anche in altri settori. Basta pensare, a Internet industriale, per la “manutenzione predittiva”. Prendiamo una centrale elettrica: oggi per la manutenzione delle turbine si deve aprire la macchina ogni tot ore; con la possibilità di accumulare dati e di analizzarli, si potranno prevenire i problemi. Si potrà capire quando, dove e come si creerano le disfunzioni e quindi di intervenire in anticipo».

L’AUTO PARLA CON L’OFFICINA

Ragionamento analogo si può applicare anche a livello domestico: attraverso la tecnologia 5G si aprirà un mondo di interconnessioni che potrà consentire «perfino di verificare da remoto se in casa c’è un intruso o se si sta muovendo il gatto; se l’antifurto funziona correttamente; se la lavatrice ha finito il suo ciclo o se va azionata». Si apre, dunque, l’era dell’Internet delle cose. Quello che farà dialogare l’auto con il centro assistenza. E farà segnalare guasti (prima che si verifichino) o necessità di manutenzione . Non è fantascienza? Non in una Toscana che vanta pure un distretto della tecnologia - Fortis (Fotonica, optoelettronica, robotica, telecomunicazioni, informatica e spazio) - presieduto dall’ingegner Roberto Sabella. Che è pure il direttore del Centro Ericsson di Pisa.

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