Il dolore
Il Tar alle prese con gli arretrati
Pozzi: «Il personale cala e le pratiche pendenti sono oltre 6.500»
FIRENZE. Se si ragionasse in termini di media matematica, si vedrebbe che nel 2015 il Tar Toscana ha definito in media 7 ricorsi al giorno e ne ha ricevuti 6, sabati e domeniche compresi. Eppure il tribunale non regionale non riesce a smaltire tutto il contenzioso amministrativo arretrato. Per cancellare in un anno i 6.562 ricorsi pendenti al 31 dicembre, ne dovrebbe chiudere circa 18 al giorno. Ma con l’organico attuale - lamenta il presidente del Tar Toscana, Armando Pozzi - è impossibile.
Lo dice senza mezzi termini all’apertura dell’anno giudiziario. Quando denuncia i danni (sull’organico) prodotti dalla legge che impone il pensionamento obbligatorio a 70 anni in magistratura. «Il 2015 - dice Pozzi - è stato un anno infausto per la giustizia amministrativa: le dimissioni, non certo per motivi di salute, di tanti validi presidenti (anche in Toscana), l’azzeramento netto di vari uffici giudiziari per l’abbassamento a 70 anni, senza gradualità, del limite di età, hanno creato una grave situazione di carenze di organico». Situazione che si protrarrà oltre il 2016 - annuncia Pozzi - perché per prove scritte per il concorso bandito nel 2014 per coprire 45 posti di magistrato Tar «si devono ancora svolgere per motivi imperscrutabili e, comunque, inaccettabili».
Certo anche in Toscana, la situazione è migliorata rispetto a qualche anno fa: nel 2011, infatti, i ricorsi pendenti erano 9.366; oggi sono quasi tremila meno, nonostante il nuovo contenzioso che si è aggiunto ogni anno, a un ritmo di circa 2mila ricorsi. Anche l’anno scorso i nuovi ricorsi sono stati 2.087. Gli atti piombati sul tribunale, fra memorie e motivi aggiuntivi (escludendo i ricorsi) sono stati 23.516, più di 64 al giorno, in media. Una montagna (letterale) di carta.
Ovvio, quindi, che il Tar annaspi. E che al 31 dicembre risultassero ancora 4741 ricorsi da fissare. Questo e la carenza di organico spiega anche un altro dato critico: in Toscana, nel 2015, solo il 27% dei ricorsi è stato deciso nello stesso anno di presentazione. E la media è peggiorata rispetto al 2014 (33%). Ma è migliorata rispetto al 17% del 2011. La percentuale, però, è troppo bassa per un Paese che voglia avere una giustizia efficiente.
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