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Toscana

profilassi per chi era all’aeroporto

Atterra a Pisa, colpita da ceppo B

PISA. «Non è ancora chiaro neppure dove l’abbia contratta, dovranno passare alcune ore prima che possa parlare con più lucidità e raccontarci meglio quali siano state le tappe del suo tour europeo»,...

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PISA. «Non è ancora chiaro neppure dove l’abbia contratta, dovranno passare alcune ore prima che possa parlare con più lucidità e raccontarci meglio quali siano state le tappe del suo tour europeo», dice Francesco Menichetti, primario del reparto di Malattie infettive a Cisanello. Si sa però con certezza che non rientra fra i “casi toscani” la turista ricoverata ieri sera al policlinico di Pisa per meningite, perché la donna, una cingalese di 33 anni, è arrivata in Italia con un volo Ryanair proveniente da Madrid atterrato nella città della Torre mercoledì alle 12. C’è un altro elemento che la distingue dall’emergenza che da ormai un anno attraversa e spaventa tutta la Toscana. L’infezione che ha colpito la paziente deriva dal ceppo B. Il microrganismo che ha scatenato la malattia questa volta dunque non porta addosso la lettera C diventata ormai simbolo di uno spettro inarrestabile. Certo, non è escluso il rischio di contagio. Per questo la Asl ha già fatto scattare le misure per raggiungere chi fosse entrato in contatto con la turista, chiedendo all’aeroporto di comunicare l’allerta sanitario anche alla compagnia aerea per avvertire le autorità spagnole. Potrebbero essere quasi duecento le persone a doversi sottoporre alla profilassi antibiotica. Chi mercoledì mattina alle 9,30 era sul volo in partenza da Madrid può recarsi al dipartimento di prevenzione (Galleria Gerace, in via Matteucci a Pisa) per ricevere il farmaco. «Di solito si applica a chi è entrato in contatto con il malato fino a 5 giorni prima - spiega Menichetti -. Noi sappiamo che è una giovane dello Sri Lanka e che era in vacanza in Spagna da qualche giorno, non da quanti precisamente, e che adesso era passata alla tappa italiana, ma non dove esattamente possa essere avvenuto il contagio. Ma è chiaro che è una meningite, e potremmo dire di “importazione”». Quando è arrivata al pronto soccorso, ieri, era già in stato confusionale. E adesso è sotto sedativi, in buone condizioni. Ma dovranno passare almeno altre 36 ore prima di sciogliere la prognosi, poter sperare di abbassare i dosaggi e chiederle informazioni più precise.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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