Sicurezza
Task force Asl-magistrati Stop al cibo contraffatto
Venti sanitari esperti del settore collaboreranno con le procure di quattro città Altri 30 giovani del servizio civile di supporto per tutelare i prodotti Dop e Igp
Il sequestro più ingente, forse, è stato quello della primavera del 2014: 30mila bottiglie di vino contraffatto. Brunello di Montalcino, Chianti e Chianti classico. Perfino l’azienda di Andrea Bocelli tra quelle truffate. Una frode “alimentare” senza precedenti. Con un danno anche di immagine enorme per la Toscana. Per questo, la Regione stringe un patto d’acciaio con le procure di Grosseto, Firenze, Arezzo e Siena contro i truffatori dell’olio, del vino, del formaggio: fino alla fine della legislatura mette a disposizione dei magistrati gli esperti delle Asl per dare la caccia ai contraffattori dei prodotti con il bollino, made in Tuscany.
Del resto - spiega il governatore Enrico Rossi - la Toscana è la regione in Italia con il maggior numero di prodotti tutelati. Con il bollino Dop (Denominazione d’origine protetta) e Ipg (Indicazione geografica protetta), marchio di qualità attribuito dall’Unione Europea. Tanto più importante quanto più i tentativi di imitazione e di frode si moltiplicano: è di pochi giorni fa la notizia della segatura di legno trovata negli Usa in una imitazione del formaggio grattugiato venduto a marchio “parmesan”, con assonanze italiane. Ma anche senza andare oltreoceano, poche settimane fa Coldiretti denunciava che buona parte dell’attività del Corpo Forestale dello Stato nel 2014 si era svolto in Toscana. O meglio che in base ai controlli della Forestale la Toscana risulta la seconda regione in Italia per frodi alimentari (dopo la Campania) ma la prima per importo di merce sequestrata: 400mila euro, in 1.191 controlli, con 189 sanzioni e 20 persone denunciate.
Da qui la decisione della Regione di collaborare contro le frodi alimentari con le Procure di mezza Toscana «proponendo un patto simile a quello già sperimentato con la Procura di Prato per contrastare il lavoro nero», dice Rossi. L’accordo, in sostanza, prevede che 20 esperti delle Asl di Grosseto, Firenze, Arezzo e Siena collaborino alle indagini sulle frodi alimentari: i professionisti vengono “comandati” (distaccati) dalle aziende sanitarie alle procure in base al numero di prodotti “tutelati” delle singole province. Quanti più prodotti tutelati ci sono in un territorio, tanti più esperti delle Asl le procure potranno avere per i controlli.
Lo stesso principio viene applicato anche per l’attribuzione dei 30 giovani del servizio civile che, per la parte amministrativa, andranno in supporto dei magistrati incaricati delle indagini per 8 mesi (con un investimento di 112mila euro). In base a questo programma, la procura di Siena - la più ricca di prodotti a marchio Dop e Igp: 36 in tutto - potrà contare su una task force di 18 persone. Infatti, 7 saranno gli esperti dell’Asl distaccati (fino alla fine della legislatura) e 11 i ragazzi del servizio civile, a disposizione per otto mesi; la Procura di Grosseto - in virtù dei 23 prodotti Dop e Igp - avrà, invece, 4 esperti dell’Asl e 6 giovani del servizio civile. Task force identica , per Firenze e appena più ridotta (9 persone, di cui 3 dell’Asl) per Arezzo, dove i prodotti Dop e Igp sono 18 (contro i 21 di Firenze). Gli altri esperti che avanzano sono destinati alla Corte di Appello di Firenze (due) e alla procura generale sempre del capoluogo. «Fra un anno - osserva Rossi - diremo come avrà funzionato questo progetto». Stando, però, anche all’attività del Nas in Toscana non c’è dubbio che ci sia necessità di sorvegliare il mercato della “contraffazione”. Che nei mesi scorsi ha preso di mira anche il formaggio, altro prodotto tipico. Non a caso, fra i primi a congratularsi per l’accordo fra Regione e Procure c’è Andrea Righini, direttore del consorzio di Tutela del Pecorino Toscano Dop.
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