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Servizio badanti La Regione stanzia 51 milioni di euro

Servizio badanti La Regione stanzia 51 milioni di euro

FIRENZE. La maggior parte dei soldi serve per aiutare le famiglie a pagare una badante. Ma è un aiuto di cui le famiglie non possono più fare a meno, quando hanno una persona non autosufficiente a...

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FIRENZE. La maggior parte dei soldi serve per aiutare le famiglie a pagare una badante. Ma è un aiuto di cui le famiglie non possono più fare a meno, quando hanno una persona non autosufficiente a carico. E in Toscana, sono oltre 60mila le persone non autosufficienti con più di 65 anni che vivono in famiglie con un reddito tale da poter accedere ai contributi pubblici. È per questo che la Regione, anche quest’anno, stanzia 51 milioni per la «non autosufficienza».

«Fondi nostri, malgrado i 148 milioni di trasferimenti tagliati dallo Stato», sottolinea il presidente della Regione, Enrico Rossi. In parole povere, un livello di assistenza che viene garantito anche se in Italia manca la legge che obbliga Stato e Regioni a garantire un sostegno a chi ha in carico un anziano con una demenza, Parkinson, Alzheimer, disabilità grave. O anche persone con meno di 65 anni con disabilità gravi (per le quali esiste un fondo di 9 milioni per la cosiddetta “vita indipendente”). «Grazie alla legge sulla non autosufficienza e alla destinazione di risorse regionali stabili nel tempo - osserva l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi - la Toscana riesce a dare risposte personalizzate agli anziani non autosufficienti. La presa in carico avviene attraverso un’equipe multidisciplinare che valuta il bisogno di ogni singolo e predispone un progetto personalizzato tarato sui suoi bisogni, sanitari e sociali. Un esempio reale di integrazione sociosanitaria e di attuazione di quello che è il nostro criterio ispiratore: mettere la persona al centro». In sostanza, i soldi non vengono dati alle famiglie ma vengono gestiti dalle Società delle Salute e le Asl attraverso le 34 zone distretto che li ripartiscono (in base alle esigenze) fra i 60.068 assistiti over 65. I fondi - precisa la Regione - vengono, infatti, utilizzati per pagare le prestazioni socio-sanitarie, per i contributi badante, per gli inserimenti nei centri diurni e anche per i cosiddetti «ricoveri di sollievo degli anziani in residenze assitite (fino a un massimo di due mesi in un anno) in modo da consentire alle famiglie di potersi ricaricare». Ma l’obiettivo del fondo, comunque, è agevolare l’assistenza degli anziani a casa «senza lo sviluppo eccessivo del fenomeno del badantato - polemizza Rossi - o delle case di riposo a rette eccessive».

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