Attenzione
Impatto ambientale, caos pratiche
La Regione eredita dalle Province una situazione disastrosa
FIRENZE. Le Province più virtuose sono state Livorno, Pistoia e Massa. Le peggiori la “Città metropolitana” (Firenze), Arezzo e Siena. In media, comunque, quasi tutte hanno lasciato indietro 150-160 pratiche di aziende che per aprire, ampliarsi o cambiare la produzione avevano bisogno di un’autorizzazione ambientale. D’ora in avanti questo non accadrà più, assicura il presidente della Regione. D’ora in avanti, le autorizzazioni ambientali verranno rilasciate in 30 o 90 giorni - a seconda della tipologia - e con documentazione e procedure identiche in tutta la Toscana.
Così ha deliberato la giunta. Che si è anche presa un doppio impegno nei confronti degli imprenditori della Toscana, annuncia il governatore Rossi. Il primo è di smaltire l’arretrato di circa 1.500 pratiche nel giro di 3-4 mesi. Il secondo è che, appena azzerato l’arretrato, la Regione - che subentra alle Province nel disbrigo delle autorizzazioni ambientali (le Valutazioni di impatto come le Via o atti analoghi) - chiuderà le pratiche nei tempi stabiliti, grazie agli ex uffici provinciali che resteranno aperti sul territorio. «Certezza dei tempi, annullamento della burocrazia, rispetto del diritto all’esercizio dell’attività di impresa - esordisce Rossi - sono gli impegni che ci assumiamo con gli imprenditori». Di quelli rimasti al palo con le autorizzazioni presentate dal 1° luglio.
Ma che succede a chi ha presentato le pratiche alle (soppresse o quasi) Province prima del 1°luglio 2015 e non ha mai avuto risposta? «Nulla è perduto - assicura la Regione - purché rinnovino la richiesta. Devono solo riconfermare la domanda. La documentazione, invece, è valida quella che è già stata consegnata. Non c’è bisogno di ripresentare nulla». Questa notizia dovrebbe, dunque, tranquillizzare migliaia di imprenditori che aspettano permessi per ingrandirsi o per aprire. Le autorizzazioni, di solito, riguardano attività aperte al pubblico come quelle di carrozzieri, autolavaggi, cartiere, aziende agricole, saponerie, imprese produttrici di calcestruzzo. Di solito, dunque, aziende che hanno necessità di essere in regola con lo scarico delle acque, con lo smaltimento dei rifiuti, con la dispersione di fumi nell’aria e così via.
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