Attenzione
Evantra, la supercar nata nella città della Vespa ora sfida le big del lusso
Il bolide prodotto dalla Mazzanti Automobili di Pontedera fa il suo ingresso nel listino ufficiale di Quattroruote. Costa quasi un milione di euro. E a giugno arriva la versione “estrema” da 400 km/h
PONTEDERA. Si chiama Evantra, per mettersela in garage serve quasi un milione di euro, ed è uno dei motivi d’orgoglio del “made in Italy” automobilistico. Anzi, del “made in Tuscany”, con tutto quello che comporta l’appartenenza a questa terra carica di fascino, tradizioni e storia. A cominciare dal nome, che arriva dall’antica lingua etrusca, e racchiude dentro di sé il concetto di oggetto unico ed esclusivo, dalle linee eterne (Evantra rappresentava, per gli etruschi, la dea dell’immortalità).
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.9020804:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2014/04/10/news/primi-passi-in-pista-per-la-evantra-la-supercar-made-in-tuscany-1.9020804]]
È una supercar “sartoriale”, con una personalità tutta sua, che la distingue dalle altre e più note emiliane, Ferrari, Maserati, Lamborghini e Zonda. Viene prodotta nei capannoni della Mazzanti Automobili a Pontedera, città che al mondo dei motori ha già regalato un mito inarrivabile come la Vespa. E da questo mese è stata inserita nel listino di Quattroruote, con allestimenti a partire da 915mila euro. Un traguardo che sancisce per l’ambizioso atelier pisano il passaggio da un’artigianalità d’élite a uno status di marchio “riconosciuto” universalmente, con le carte in regola per dare del tu ai grandi nomi del lusso.
«Quattroruote è la bibbia dell’automobilismo italiano - sottolinea Luca Mazzanti, presidente e fondatore della società che porta il nome della sua famiglia - e ci lusinga la scelta d’includere Evantra nel proprio listino ufficiale. Questo riconoscimento premia la nostra serietà come azienda e come brand e soprattutto la determinazione con cui portiamo avanti l’attività di costruttori». L’Evantra, prodotta al ritmo di cinque esemplari l’anno dal 2014 e recentemente aggiornata da alcuni ritocchi estetici, è una “bomba” dalla linea aggressiva e gli sportelli ad ala di gabbiano, con un poderoso V8 aspirato 7.0 litri da 751 cavalli capace di spingerla fino a 360 chilometri orari e di farla schizzare da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:foto-e-video:1.13008117:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/foto-e-video/2016/02/23/fotogalleria/pontedera-la-supercar-di-luca-mazzanti-evantra-1.13008117]]
Se tutto questo non basta, alla Mazzanti Automobili stanno per sfornare un’evoluzione ancor più esclusiva di questo gioiello a quattro ruote, apparso anche in Transporter Legacy, il film con protagonista Ed Skrein, famoso attore del Trono di Spade: una SuperEvantra, con aerodinamica, potenza e velocità ancora più estreme; si parla di quasi mille cavalli e di una punta velocistica prossima ai 400km/h. «La sigla di progetto è EV-R - dice ancora Mazzanti - La vettura sarà realizzata in una serie limitata, numerata, e verrà presentata al Salone del Lingotto a giugno».
Nel frattempo sulla pagina Facebook della Casa vengono periodicamente postati brevi video che svelano, con parsimonia, particolari tecnici, della carrozzeria e degli interni. Quanto al prezzo della nuova creazione, solo rumors al momento. E, d’altronde, il prezzo conta poco per una supercar che può essere confezionata a piacimento; ma è facile immaginare che si vada ben oltre il milione.
No excuses... now enjoy with the Evantra in Asphalt 8: Airborne !
Pubblicato da Mazzanti Automobili su Sabato 23 gennaio 2016
Quel che conta è che questo piccolo miracolo italiano fornisca linfa vitale a un territorio in cui il peso della crisi si fa sentire, e non poco. «La nostra storia dimostra che scommettere sull’eccellenza può essere una scelta vincente - spiega Luca Mazzanti - Nel nostro piccolo, non possiamo che essere soddisfatti. Abbiamo da poco ampliato di altri 400 metri quadri il nostro capannone e, in due anni, il gruppo di lavoro, seppur con numeri da laboratorio artigiano, quale siamo, è raddoppiato. Con me e mia moglie, all’inizio della nostra avventura, lavoravano stabilmente altre tre persone; adesso siamo in dieci. Oltre, ovviamente, ai collaboratori esterni. Per non parlare del lavoro ricaduto su aziende dell’indotto, in tutto una trentina, molte delle quali sono in provincia di Pisa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
