Gioco
Le società: "I dentisti hanno un solo obiettivo: difendere i loro interessi"
Parla Michel Cohen di DentalPro, uno dei gruppi leader nel settore delle cliniche private odontoiatriche, primo firmatario dell'appello ai senatori impegnati a discutere il disegno di legge sulla concorrenza
«Concorrenza sleale, evasione fiscale, persino quella di riciclaggio del denaro. Tutte accuse fatte in modo generale e indistinto, false e diffamatorie, che leggo con grande stupore e che servono solo a mascherare il tentativo di difendere i propri interessi».
Va giù pesante Michel Cohen, presidente di DentalPro-Midco Spa, uno dei gruppi leader nel campo delle cliniche odontoiatriche operanti in Italia e primo firmatario dell’appello inviato ai senatori impegnati nella discussione del disegno di legge sulla concorrenza. La sua dichiarazione, riferita naturalmente all’emendamento che chiede di introdurre l’obbligo per le società di capitali che gestiscono strutture odontoiatriche di avere almeno due terzi del proprio capitale sociale posseduto da odontoiatri, arroventa ancora di più una polemica senza esclusione di colpi».
Lei parla di stupore e del tentativo, da parte dei dentisti “tradizionali” di difendere le rendite di posizione acquisite in questi anni. Può spiegarsi meglio?
«Come dicevo, le accuse servono solo a mascherare il tentativo di chi - per difendere i propri interessi corporativi - sta proponendo misure anticoncorrenziali che farebbero fare al Paese un salto all’indietro di almeno settant’anni e che nulla hanno a che fare con la tutela della salute dei cittadini. Le cliniche odontoiatriche come le nostre investono molto più di quanto facciano invece gli studi dentistici tradizionali nella qualità delle cure, selezionando rigidamente i migliori dentisti (tra l’altro tutti iscritti all’albo degli odontoiatri), offrendo loro formazione continua. E una strumentazione moderna, come la stessa Tac, che è fondamentale per la diagnostica».
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Vi accusano, anche attraverso la battaglia delle inserzioni a pagamento sui giornali, di cui si parla a parte, di non offrire garanzie sufficienti ai vostri pazienti.
«Sulle garanzie offerte ai pazienti, è vero esattamente il contrario di quello che dice l’Andi (la maggiore associazione dei dentisti italiani, ndr): noi offriamo garanzie molto più ampie, perché ogni singolo paziente può contare su tutta la catena di cliniche, nel caso in cui quella dove si è inizialmente curato dovesse per qualsiasi motivo chiudere o il medico lasciare l’attività, cosa peraltro mai successa nella struttura che presiedo e cioè la DentalPro. Si può dire lo stesso del singolo dentista? Come dicevo prima, se chiude dove vanno i pazienti?».
Mi sembra che l’accusa principale che vi viene mossa dai vostri colleghi-rivali è quella che, alla fine, il vostro scopo è soltanto quello del guadagno economico e niente di più. Cosa risponde su questo punto specifico?
«Dico che fa questa accusa fa davvero sorridere, perché nasce proprio nel Paese dove i dentisti sono i più cari d’Europa! Chiedetelo a “Striscia la notizia” quanti italiani vanno a curarsi i denti spingendosi fino in Croazia.
Ora sono comunque molti di meno. La verità, anche qui, è che il successo delle nostre cliniche nasce dà un servizio migliore a costi più contenuti per i pazienti, e nel nostro caso senza aver mai distribuito un euro di dividendo ai soci. E tutto questo, tra l’altro, avviene in un contesto di totale trasparenza fiscale, cosa che non sempre si può dire degli studi tradizionali che si attaccano». (s.b.)
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