Gioco
Calcio: da Ronaldo a Mancini, altri grandi nella Hall of Fame
Vialli: "Disposto a fare il ct". Tardelli: "Juve ok col Bayern"
FIRENZE. Corrado Ferlaino tra i dirigenti, Roberto Mancini fra gli allenatori, Gianluca Vialli tra i giocatori italiani, Ronaldo tra i calciatori stranieri: sono alcuni dei premiati nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio che ha ospitato la cerimonia della 'Hall of Fame del calcio italiano', riconoscimento istituito nel 2011 dalla Figc. Già composta da 47 stelle, nella 'Hall of Fame' sono entrati altri 10 protagonisti scelti da una giuria presieduta dal dg federale Michele Uva e formata da esponenti dell'informazione sportiva: oltre ai già citati, Roberto Rosetti (arbitri), Marco Tardelli (veterani italiani), Patrizia Panico (calciatrici) e per i premi alla memoria Giacinto Facchetti, Helenio Herrera e Umberto Agnelli. Ad aprire la cerimonia è stato Ferlaino premiato da Antonio Matarrese (''Dopo le sfide con Milan e Fiorentina saprò cosa farà il Napoli, sta giocando bene ma il campionato è molto equilibrato''), seguito da Vialli: ''Felice del premio, orgoglioso di quanto ho fatto. Disposto a fare il ct dell'Italia? Assolutamente, ecco il numero del mio cellulare'' - ha risposto, applaudito, alla domanda di uno dei componenti della giuria, Piercarlo Presutti, capo della redazione sportiva dell'Ansa. L'ex attaccante di Samp e Juve come cimelio per il Museo del Calco di Coverciano ha portato una maglia della Nazionale: ''L'ho indossata 59 volte, tornassi indietro non avrei lasciato l'azzurro come ho fatto''.
Poi Gianni Rivera ha premiato Mancini: ''Avrei voluto entrare nella Hall of Fame da calciatore ma il mio amico Vialli è arrivato prima. Giocare è più facile e divertente che allenare, comunque sono onorato di entrarci da tecnico dell'Inter''. In dono l'attuale divisa da tecnico nerazzurro: ''Vialli mi ha preso in giro ma mica potevo portare un fischietto'' ha sorriso. E' stata Fiona May a premiare la Panico, quasi 600 gol in carriera (''Il calcio femminile merita più attenzione e visibilit'' il suo appello mentre regalava un paio di scarpini viola).
Mentre Antognoni ha premiato Tardelli che si è scusato per essersi scordato il cimelio (''Lo porterò a Coverciano'), ha ricordato Bearzot fra gli applausi, si è chiarito con Abete, presente, col quale in passato ebbe un diverbio e fatto un pronostico pro-Juve col Bayern: ''Ha tutto per farcela''.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13003691:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13003691:1652179971/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dopo Rosetti che ha portato una sua maglia di arbitro internazionale e i premi alla memoria (il presidente federale Carlo Tavecchio ha letto una lettera del presidente della Juve Andrea Agnelli in cui definiva il padre Umberto ''esempio e guida'') è salito sul palco Ronaldo, acclamatissimo: 'Felice di aver fatto divertire tanta gente, il calcio italiano è stata la mia sfida più difficile, mi ha costretto a tirare fuori il meglio''. L'ex campione, premiato da Tavecchio, ha regalato una maglia della nazionale brasiliana fra decine di autografi e selfie pure con Albertini.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.13003732:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/02/22/fotogalleria/ecco-i-grandi-dello-sport-nella-hall-of-fame-di-firenze-1.13003732]]
Mancini ci crede, anche noi per Champions. Juve e Napoli lontane, il Milan un po' indietro ma "il campionato è ancora lungo", così la lotta per il terzo posto che regala i preliminari di Champions League "credo che in questo momento sia fra Fiorentina, Roma e Inter". Ci crede Roberto Mancini, uscito visibilmente rinfrancato dal 3-1 di San Siro contro la Sampdoria, dopo settimane di polemiche e di risultati altalenanti, culminate nella rimonta subita a Firenze una settimana fa e in un teso silenzio stampa. "E' stato importante vincere domenica, e rimanere comunque attaccati al gruppo delle squadre della Champions", conferma l'allenatore interista, entrato nella Hall of Fame. La parola d'ordine per la parte finale della stagione è tranquillità. "Dobbiamo ritrovare un po' di tranquillità - ha spiegato Mancini - quella che magari non abbiamo avuto neanche domenica nei primi 15 minuti. Quando le cose poi non vanno benissimo non sei tranquillo". Tranquillità anche per Eder: 13 gol in maglia Samp quest'anno, ancora zero in 5 gare con l'Inter. "E' entrato in squadra in un momento di difficoltà - ha ammesso il mister - ha giocato, ha sempre dato il massimo, è un giocatore che sa giocare a calcio benissimo. Spero che segni al più presto perché se lo merita". Un pensiero anche per la Nazionale: "Può vincere gli europei, quando arriva alle competizioni importanti c'è sempre", sostiene Mancini, secondo cui "Conte sta lavorando bene".
Caso Totti, Rivera: deve decidere lui quando smettere, non altri. "Un giocatore di quel livello deve decidere da solo quando smettere, non farlo decidere agli altri". Lo ha affermato Gianni Rivera, storico capitano e numero 10 del Milan, rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso Totti. Rivera ha parlato a margine della cerimonia della Hall of Fame del calcio italiano a Firenze.
YAD-CG
22-FEB-16 12:13 NNNN
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
