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Meningite: il batterio C uccide ancora, quarta vittima nel 2016

Meningite: il batterio C uccide ancora, quarta vittima nel 2016

Non ce l’ha fatta il pensionato di Ponte a Egola ricoverato a Empoli. Task force per i vaccini, consigliato l’uso del quadrivalente per i piccoli. L'assessore regionale Saccardi ribadisce: "Gli extracomunitari non c'entrano niente"

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LIVORNO. Di nuovo un pensionato. Il più anziano di tutti. Il quarto morto di meningite del 2016 ha 75 anni ed è stato stroncato dal meningococco C, il germe virulento che in Toscana ha colpito 42 persone dall’inizio del 2015. L’ultima, un giovane di Pistoia, ricoverato per infezione da meningococco C. Se deve combattere con il sottotipo St11, il germe pestifero così attivo nella regione, si saprà non prima di venerdì 19.

Quello che invece è già certo è che in poco più di un anno, in Toscana, 51 persone si sono ammalate di meningite dei vari ceppi, 11 sono morte: di queste, già 4 dall’inizio dell’anno. E tutte le vittime del 2016 sono state stroncate dal meningococco C. Non certo portato dall’Africa - ribadisce l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi - che smorza gli attacchi della Lega con una considerazione: «Se la patologia fosse stata importata dagli extracomunitari africani, perché ancora in Toscana non se n’è ammalato neppure uno?».

Questo non toglie che la meningite sia un problema straordinario (anche se non un’epidemia) da trattare con misure eccezionali. Come quelle adottare mercoledì 17 dalla task force dell’Asl Toscana centro, che copre le zone più colpite: Prato, l’Empolese, Pistoia e Firenze. Visti i problemi di approvvigionamento dei vaccini, la task force suggerisce di utilizzare il quadrivalente (contro batterio A, C, W e Y) per i ragazzi da 11 a 20 anni, mentre il monovalente C (di cui oggi sono in arrivo all’Asl Centro altre 44.000 dosi) saranno riservate alle persone da 20 anni in su.

L'EX ELETTRICISTA MORTO

Le sue condizioni si erano aggravate due giorni fa e nel pomeriggio di mercoledì 17 il cuore di Piero Susini, 75 anni, ex elettricista in pensione di Ponte a Egola, si è fermato per sempre. L’incubo per l’anziano e i suoi familiari è iniziato il 5 febbraio scorso quando era stato ricoveratoall’ospedale San Giuseppe di Empoli dopo che gli era stata diagnosticata una infezione da meningococco di tipo C. L'uomo è morto nel reparto di terapia intensiva dopo che le sue condizioni si erano mantenute per giorni abbastanza stabili per poi aggravarsi nelle ultime ore fino alla morte. L’Asl Area Vasta Centro ha spiegato che si tratta della seconda vittima di meningite di tipo C nell'area di riferimento dell'ex Asl 11 nel 2016. Ai familiari fin dall’inizio non erano state date molte speranze, soprattutto perché la forma diagnosticata era di quelle aggressive che spesso portano all’amputazione degli arti o hanno conseguenze simili alle ustioni sulla pelle.

Fino a due giorni prima che gli venisse diagnosticata la malattia il pensionato aveva incontrato gli amici al bar, era andato a fare la spesa nei negozi del paese, così come era andato a giocare a tombola a Ponte a Elsa. Tant’è che nei giorni scorsi in tanti sono stati sottoposti alla profilassi. Niente poteva fare immaginare questo epilogo, come aveva raccontato il fratello della vittima che è anche lui elettricista e titolare di un negozio di elettrotecnica a San Miniato.

GIOVANE RICOVERATO: VIA ALLA PROFILASSI

Si è sentito male nel magazzino della Sidal (Società italiana distribuzioni alimentari) di Sant’Agostino, nel cuore della zona industriale di Pistoia. Del giovane riverso a terra si sono accorti i colleghi della Cft (Cooperativa di facchinaggio e trasporto) di Firenze. La corsa in ospedale, intorno alle otto di martedì sera, e poco dopo il responso dei medici del Pronto soccorso del San Jacopo: meningite batterica invasiva. Per capire il tipo di meningite (W, B, o C) si è mosso il laboratorio di immunologia dell’Azienda ospedaliera Meyer di Firenze, a cui sono stati inviati gli esami eseguiti nel presìdio pistoiese. Il ventiquattrenne, di origine albanese e residente nel comune di Quarrata, è stato ricoverato nel reparto degenze protette (malattie infettive) e lì è rimasto tutta la notte fino al pomeriggio di mercoledì, quando, dopo la conferma che era meningite di tipo C, è stato trasferito in terapia intensiva. È però necessario attendere 48 ore per sapere se si tratta del ceppo St11, il più pericoloso. 

Dalla Sidal, società del gruppo Conad (a Sant’Agostino si trova proprio di fronte alla sede del Consorzio) precisano che il giovane operaio ha lavorato all’interno del magazzino di Pistoia solo nei giorni di lunedì 15 febbraio dalle 16 alle 20 e martedì 16 febbraio dalle 16 alle 19. «Nei giorni dell’incubazione - afferma Sara Spampani, responsabile del marketing - non era da noi». Accanto al magazzino, Sidal ha un market all’ingrosso di generi alimentari, molto frequentato dalle attività commerciali della zona. «I nostri dipendenti, una ventina - aggiunge Spampani - si sono già sottoposti a profilassi».

Profilassi che, in una nota stampa, l’Asl di area vasta centro informa essere stata somministrata anche ai familiari del giovane ammalato e ai colleghi della Cft. Naturalmente si è subito partiti alla ricerca dei luoghi frequentati nelle ultime settimane dal giovane. Sabato sera, dalle 19 alle 23, per esempio, è certo che abbia trascorso alcune ore in un bar del centro di Quarrata, La Pineta, in via Trieste per assistere alla partita di calcio fra Juventus e Napoli. Solo ed esclusivamente per chi ha frequentato questo locale in quella data e fascia oraria e ha avuto contatti stretti col ragazzo è consigliata la profilassi antibiotica, da assumere su indicazione medica. Per l’assunzione gli interessati possono rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia, ai servizi di guardia medica oppure alla sede di Igiene pubblica in viale Matteotti, 19 a Pistoia. Stesso invito è rivolto ai passeggeri dei voli Alitalia n. 518 del 6 febbraio, in partenza alle 18,15 da Pisa con arrivo a Tirana alle 19,55 e Alitalia AZ 517 del 9 febbraio con partenza da Tirana alle 20,40 e arrivo a Pisa alle 22,20. Dall’Azienda sanitaria hanno subito avvertito i titolari del bar La Pineta che, una volta informati, hanno cominciato a fare il passaparola con gli avventori. Sabato scorso in molti erano alla Pineta per guardare la partita Napoli-Juventus.

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