Gioco
«L’economia riparte ma peggiora la qualità del lavoro»
I risultati dello studio Ires-Cgil: Pil toscano più 1,4% nel 2016 Cassa integrazione in calo, ma boom dei voucher (+78%)
FIRENZE. L'anno scorso il treno dell'economia regionale è ripartito. La disoccupazione è calata dell'8,5%, la cassa integrazione è scesa vertiginosamente: i lavoratori ne hanno usufruito per 26 milioni e 300mila ore in meno rispetto al 2014. E c'è pure una stima ottimistica del Pil per questo 2016 che punta la freccia verso l'alto: +1,4%. Sono le esportazioni a fare da locomotore e i toscani hanno ricominciato a spendere. Lo dice il primo rapporto sull'economia elaborato dall’Ires per la Cgil Toscana.
Ma è come se il treno dell'economia fosse ripartito con un convoglio dove le carrozze di buona qualità sono state rottamate, mentre ne sono state aggiunte altre nuove di pacca, ma di qualità inferiore. Fuor di metafora, è il mercato del lavoro che si sta autodistruggendo e ricreando in un vortice di forze uguali e contrarie. Un segnale di grande dinamismo. «Il problema è che il lavoro si sta trasformando in forme di occupazione che sono di scarsa qualità. Nel senso che spesso il lavoro nuovo è pagato di meno, part-time e precario», affermano Daniele Quiriconi della Cgil regionale e Fabio Giovagnoli direttore di Ires.
Vediamo i numeri. L'andamento dell'economia toscana 2015 consegna un mercato del lavoro positivo, ma senza miracoli. Il dato dell'osservatorio Inps relativo al periodo gennaio-novembre 2015 fotografa una crescita degli avviamenti generali del 6,3%. E gli incentivi del governo sembrano aver avuto una parte decisiva nell'incremento dei contratti a tutele crescenti che passano dagli 80.351 del 2014 agli 108.398 del 2015 (+34,9%). Crescono anche le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato, ma aumentano in contemporanea anche le cessazioni dei tempi indeterminati. Impressiona l'esplosione dei voucher, un buono nato per i lavori occasionali, ma che ha raggiunto nel 2015 la ragguardevole cifra di quasi 8 milioni di tagliandi con una crescita del 78% che colloca la Toscana 12 punti sopra la media nazionale.
«Quello dei voucher è un fenomeno che maschera il lavoro nero ed è una vera e propria frontiera del nuovo precariato», commentano preoccupati Quiriconi e Giovagnoli. E se il Pil è stimato in crescita il settore dell'industria stagna a meno 0,4% e le costruzioni crollano del 13,6%. C'è poi il capitolo delle sofferenze bancarie, mutui e finanziamenti che non vengono ripagati da imprese e famiglie. Nel 2015 hanno raggiunto quota 16 miliardi e 187 milioni di euro (e la tendenza non cambia dal 2011). Ora però la Regione cerca la strada per riformulare la formazione al lavoro. «Di sicuro il nostro giudizio sull'esperienza dei tirocini organizzati tramite Giovanisì è negativo», chiarisce Quiriconi. Ma il tavolo di discussione è aperto. Basta parassitismo. Stop ai corsi per disoccupati a vuoto. Rossi ha assicurato che la nuova legge dovrà mettere in conto la selezione delle agenzie di formazione e un unico database che indirizzi il lavoratore al corso che fa per lui. Non resta che attendere.
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