Attenzione
Buste paga più leggere per i dipendenti comunali
FIRENZE. Salari sempre più bassi e numero dei dipendenti in forte calo nei Comuni toscani. Le buste paga dei lavoratori comunali sono diventate più leggere (1.448,45 euro all’anno in meno dal 2010 al...
FIRENZE. Salari sempre più bassi e numero dei dipendenti in forte calo nei Comuni toscani. Le buste paga dei lavoratori comunali sono diventate più leggere (1.448,45 euro all’anno in meno dal 2010 al 2014) e si è ridotto notevolmente il numero dei lavoratori (844 dipendenti in meno). Maestre. Vigili urbani. Impiegati. Portieri. Tutti colpiti, indistintamente. Lo dice una ricerca condotta dalla Fp Cgil sui dati del conto annuale della Ragioneria generale dello Stato tra le città capoluogo di provincia.
Come mai c'è stato questo crollo verticale? Correva l'anno 2009. Erano i tempi dell'ultimo governo Berlusconi quando l'allora ministro Brunetta emanò il famoso decreto 150 che ha cambiato i destini della pubblica amministrazione. L'altro giro di vite è arrivato con le misure urgenti di Tremonti nel 2010. E non è che i governi successivi – da Monti a Renzi - si siano affannati a fare marcia indietro. E oggi i risultati si vedono. Ma c'è di più. Allargando lo sguardo al panorama nazionale, la nostra regione paga un tributo che è addirittura doppio nell'operazione dimagrimento degli enti comunali. Per trovare una spiegazione basta trasformare il calo del salario dei lavoratori comunali toscani - che passa da una media di 29.541,4 euro l'anno a una media di 28.092,94 euro - in termini percentuali e salterà fuori il colpo d'ascia del meno 4,9%, mentre a livello nazionale la riduzione è stata del 2,5%, pari a circa 740 euro in meno. A livello regionale Firenze paga il tributo più alto sia in termini di salari (-2.714,2 euro per lavoratore) sia in termini di lavoratori (-267). Ma anche Livorno non se la passa bene (122 dipendenti in meno). Per la segretaria regionale della Fp Cgil Alice D'Ercole le motivazioni vanno cercate «nel risparmio sulla spesa del personale delle amministrazioni comunali, ma c'è stata anche una entrata a gamba tesa delle ispezioni del Mef che hanno violato l'autonomia negoziale, nell'ambito della contrattazione integrativa». Capitolo retribuzione: secondo D'Ercole «a determinare questo crollo ha inciso principalmente la voce “salario accessorio” che, nel corso dei cinque anni, è diminuita del 26,57%, cioè circa 15 milioni di euro in meno tra quanto stanziato nel 2010 e quanto stanziato nel 2014. Escono fuori dati estremamente preoccupanti perché al calo del potere d'acquisto corrisponde, infatti, un ulteriore calo della retribuzione. E le norme dell'ultima legge di Stabilità impongono ulteriori tagli al salario accessorio». (s.b.)
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