Sicurezza
Dalla Malesia al Kuwait: Quintieri, Marco Polo del gol
Cresciuto tra Livorno e Pontedera, ha segnato anche nei campionmati di Malta, Stati Uniti e Germania
LIVORNO. L’emiro del gol ha la faccia da bucaniere e la parlata che è un misto di calabrese (la terra natia) e toscana (quella di adozione). Simone Quintieri, classe 1982, è l’uomo delle prime volte, una sorta di Marco Polo applicato al pallone: è stato il primo italiano a giocare nel campionato della Malesia, ora è il primo a militare nella massima serie del Kuwait. Passando per Malta, la Florida, la Germania e addirittura il Brunei, dove andò in prova insieme all’amico livornese Davide Matteini.
Veni, vidi e feci gol. Quintieri può dire davvero di aver segnato in ogni angolo del pianeta: appena arrivato in Kuwait, con la casacca dell’Al Jahra, ha timbrato subito il cartellino: lancio lungo, movimento a tagliare fuori il difensore e piatto destro alle spalle del portiere. E su Facebook, dove Simone è seguitissimo, è stato un fiume di «like» e di complimenti.
https://youtu.be/S8vPSMMKEiQ
A 33 anni questo attaccantenato calcisticamente al Picchi Livorno, per poi spostarsi a Pontedera e Sesto Fiorentino, si è rimesso in discussione dopo le esperienze in Indonesia al Semarang, in Germania e negli States con la maglia Miami United (la squadra che ha ingaggiato Adriano). «Ero in Malesia per firmare con un club della serie A - racconta - quando il mio procuratore mi ha proposto questa soluzione. Un contratto di 5 mesi con cifre molto interessanti e l'opportunità di guadagnarmi una riconferma per la prossima stagione o per avere una vetrina importante in quella zona». E niente nostalgia di casa: «Qui ci sono anche tanti italiani e questo mi fa sentire un po' più vicino al mio Paese. Tanti lavorano qui nei cantieri edili. Vivo sul mare in un quartiere davvero elegante. Non mi fanno mancare niente. Voglio restare qui a lungo, tutto quello che non ho avuto in Italia, me lo sto prendendo all'estero».
Quintieri ha tante storie da raccontare. Come quando a Lumezzane venne ingaggiato dopo due mostri sacri come Balotelli e Matri. «Ma non diteche li ho sostituiti - ci scherza sopra - sennò mi prendono a pesci in faccia. Ho iniziato in Italia disputando parecchi campionati tra la Serie C e la D, ma il bello è venuto nel 2010 quando ho accettato l’offerta del Semarang e sono volato in Indonesia». Laggiù, nel profondo Est, «l’offerta era eccezionale anche sotto il profilo economico e l’ho presa al volo, quando sono arrivato in aeroporto c’erano tremila tifosi che mi aspettavano, è stato incredibile». Sei gol, quattordici assist e Simone diventa un idolo. «Ho disputato tre stagioni ad ottimo livello in un campionato diverso e comunque difficile, il tifo è molto caldo e gli stadi sono sempre pieni – continua -, dopo una tournee a Singapore il presidente del Miami (seconda serie statunitense) mi ha proposto di cambiare e mi sono gettato in una nuova avventura». E ora l’ultima avventura, il Kuwait. Dove l’Emiro del gol è destinato a diventare, ancora una volta, un autentico idolo.
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