Gioco
Onde gravitazionali: verso l'annuncio più atteso
Attesa a Cascina per la conferenza stampa di una scoperta che avrebbe una portata rivoluzionaria. Possono aprire una nuova finestra sull'universo. Furono previste da Einstein
CASCINA. Una nuova finestra sull'universo 'invisibile': le onde gravitazionali sono questo, per i gruppi di ricerca di tutto il mondo che da almeno 60 anni stanno cercando di intercettarle. E' probabilmente il motivo per cui, dopo le tante indiscrezioni che si sono susseguite nelle ultime settimane, sta salendo la 'febbre' per le onde gravitazionali. "Sarebbe una rivoluzione scientifica, che aprirebbe una nuova frontiera", osserva Valeria Ferrari, del dipartimento di Fisica dell'università Sapienza di Roma e ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Perciò c'è attesa spasmodica per la conferenza stampa sulle onde gravitazionali per oggi 11 febbraio, con due eventi organizzati contemporaneamente negli Stati Uniti, a Washington e in Italia a Cascina (Pisa), dove si trova l'interferometro Virgo.
QUI L'ANNUNCIO UFFICIALE: SCOPERTE LE ONDE GRAVITAZIONALI
Quello che i fisici si aspettano, e cercano da decenni, è la conferma di un fenomeno previsto un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein. E' una 'caccia' cominciata dagli anni '60, con la costruzione delle prime antenne da parte dell'americano Joseph Webber e poi, in Italia, dal gruppo di Edoardo Amaldi, e da allora ha portato a costruire strumenti sofisticati e molto potenti. "La scoperta delle onde gravitazionali sarebbe una nuova conferma della teoria della relatività. Ma non sarebbe questo l'aspetto rivoluzionario perchè la teoria della relatività di conferme ne ha avute tante", rileva Ferrari. La portata rivoluzionaria sarebbe invece nel fatto che "si aprirebbe una nuova frontiera". Vale a dire che fisici, astrofisici e astronomi avrebbero a disposizione una nuova 'finestra' dalla quale osservare l'universo. Ad esempio, sono noti i buchi neri stellari e quelli supermassivi che si trovano al centro delle galassie, "ma che cosa c'è in mezzo? Esistono buchi neri intermedi? Al momento non lo sappiamo, ma - rileva - con le onde gravitazionali sarebbe possibile scoprilo". Un altro campo nel quale le onde gravitazionali permetterebbero di gettare nuovi sguardi è il comportamento della materia in condizioni estreme, prosegue Ferrari. Ad esempio, le stelle di neutroni sono oggetti bizzarri con una massa pari a una-due volte quella del Sole, ma una estremamente concentrata e densa: "non sappiamo come si comportano oggetti del genere. Le onde gravitazionali permetterebbero di sapere come si comporta la materia sottoposta a densità e pressione elevate".
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Non solo. I buchi neri smetterebbero di essere misteriosi oggetti matematici e oggetti stravaganti come i cunicoli spaziotemporali per viaggiare nell'universo uscirebbero dalla fantascienza: è solo un "assaggio" delle risposte che da tempo i fisici di tutto il mondo cercano nelle onde gravitazionali. A poche ore dalla conferenza stampa organizzata contemporaneamente negli Stati Uniti e in Italia (a Cascina, Santo Stefano a Macerata in provincia di Pisa, presso l'osservatorio Virgo oggi giovedì 11 alle 16,30), i fisici tirano le somme di una caccia cominciata quasi 60 anni fa. La posta in gioco è enorme: "si aprirebbe un mondo", ha detto Salvatore Capozziello, dell'università Federico II di Napoli, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav). Le increspature dello spaziotempo previste un secolo fa da Albert Einstein fornirebbero infatti la prima prova diretta dell'esistenza dei buchi neri.
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La rivista Nature elenca nel suo sito almeno altre cinque fra le risposte più attese dai fisici. Una è quella relativa all'esistenza delle cosiddette stringhe cosmiche, ossia difetti nella curvatura dello spazio-tempo che si estendono nell'universo simili a corde sottilissime, ma capaci di estendersi per distanze enormi. I fisici si chiedono poi e le onde gravitazionali sono veloci come la luce, quando velocemente si espande l'universo, come si comporta la materia quando è molto densa e compressa, come nelle stelle di neutroni, che cosa fa esplodere le stelle. Le risposte a queste domande, secondo Capozziello, "aprirebbero uno scenario completamente nuovo".
Apparirebbe chiaro, ha proseguito, che "lo spazio-tempo è una grandezza deformabile. Estremizzando il discorso, nelle vicinanze di un buco nero si potrebbe avere wormhole", ossia un cunicolo spazio-temporale, una scorciatoia per spostarsi nell'universo. "Quelle che oggi sono equazioni matematiche - ha rilevato - diventerebbero possibilità e uscirebbero dalla fantascienza".
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Le implicazioni sarebbero "enormi", ha aggiunto: "innanzitutto partirebbe la cosiddetta astrofisica gravitazionale: è importante perché finora tutti i segnali astrofisici noti, come quelli generati da galassie, stelle e pianeti, sono stati studiati in quanto emettono o assorbono luce. Con le onde gravitazionali non ci si limiterebbe a vedere l'universo, ma sarebbe possibile 'ascoltarlo' e riuscire in questo modo a studiare tutti i fenomeni e gli oggetti che sono invisibili".
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