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Ucciso davanti a casa «È stata un’esecuzione»

Ucciso davanti a casa «È stata un’esecuzione»

Livorno, camionista lituano assassinato con una coltellata al cuore Un colpo da professionista che ricorda i metodi delle mafie

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LIVORNO. Un agguato e, soprattutto, «una vera e propria esecuzionei». È questa l'unica certezza che trapela dagli inquirenti che stanno cercando di risolvere il giallo dell'omicidio di Vitali Kimpis, il camionista di 40 anni di origini lituane, ucciso intorno alle 22,15 di sabato sulla soglia di casa, a Livorno, e trovato pochi minuti dopo "carponi e in un lago di sangue" da una vicina che a quell'ora stava portando fuori il cane. A distanza di oltre 24 ore, gli investigatori stanno ancora raccogliendo tutti gli elementi utili per cercare di risolvere quello che più passano le ore, più potrebbe diventare per la polizia un rompicapo senza via d'uscita. Un labirinto in cui si potrebbero intrecciare vecchie ruggini e affari nati anche lontano dall'Italia e risolti con una violenza silenziosa che ricorda i metodi della mafia russa. Tra sabato e ieri è stata sentita la moglie della vittima, uscita in lacrime dallo stabile e portata in questura per essere interrogata. Con lei, gli agenti hanno ascoltato anche l'altra coppia che divideva con loro l'appartamento al terzo piano dello stabile, anche questi cittadini lituani.

Gli esperti informatici stanno passando ai raggi x il cellulare della vittima, in Italia da meno di un anno e da qualche mese disoccupato. La speranza è quella di trovare tra chiamate, messaggi e social network un indizio utile dal quale partire per verificare se ci siano state minacce di qualsiasi tipo o avvisaglie di ciò che è poi avvenuto.

Vitali Kimpis è stato ucciso con una sola coltellata "sferrata dal basso verso l'alto" che ha colpito la vittima al cuore senza lasciargli scampo.

Quanti sono capaci di uccidere in questo modo? Solo un professionista, è stata la risposta di chi indaga. Un sicario, dunque, in grado di attendere nel buio il quarantenne sotto casa, seguirlo lungo il vialetto che porta al portone d'ingresso. Poi appena questo ha aperto la porta a vetri tenendo le chiavi in una mano e sotto braccio la scatola di un piccolo elettrodomestico, colpirlo al petto, forse afferrandolo alle spalle o ancora pronunciandone il nome per attirare l'attenzione. Infine farlo voltare e affondare la lama.

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