Attenzione
Sulla Fi-Pi-Li anche chiedere soccorso è un'impresa da spericolati
È una strada vecchia, nella sua concezione. Inadeguata. E che, da troppi, viene percorsa anche a una velocità che non garantisce la sicurezza
All’autista che mi ha sorpassato, suonando freneticamente e inveendo nei miei confronti ho provato, forse invano, con pochi gesti a spiegare il mio disagio. Ma soprattutto la mia preoccupazione, mista anche a un po’ di paura. La scorsa settimana la mia auto ha avuto un problema meccanico. Si è fermata poco dopo lo svincolo di Cascina, mentre ero diretto a Pisa. All’improvviso. Appena il tempo di avvicinarmi il più possibile con il veicolo al guard-rail di destra, per non intralciare il traffico e non essere travolto. Ho chiesto aiuto al soccorso stradale. Poco dopo è arrivata una pattuglia della polizia stradale che mi ha trainato fino alla prima piazzola. Poi un carro attrezzi ha fatto il resto.
Percorro ogni giorno la Fi-Pi-Li. Per lavoro, da una decina di anni, da Empoli verso Pontedera e Pisa. E da sempre, per diletto, un paio di volte a settimana in direzione Firenze. Ne ricordo ogni curva, ogni avvallamento. Prima che fosse steso su quasi tutto il percorso l’asfalto drenante, ne conoscevo anche ogni buca.
È una strada vecchia, nella sua concezione. Inadeguata. E che, da troppi, viene percorsa anche a una velocità che non garantisce la sicurezza. Certo, il fondo stradale è migliorato. Una situazione che i pendolari hanno pagato a caro prezzo: file interminabili e cantieri a intermittenza, per anni, a ogni arrivo della bella stagione, quando i lavori si possono svolgere senza l'assillo del maltempo. Ma le migliorie non hanno cancellato i problemi strutturali, di una arteria pensata negli anni Sessanta e completata oltre vent’anni dopo.
Allo svincolo di Lastra a Signa, chi è diretto verso la costa, deve fare i conti con una difficile immissione dei veicoli sulla Tosco Romagnola. Code e rallentamenti sono una costante quotidiana. Difficoltoso - sulla carreggiata opposta - è l’accesso verso il casello autostradale di Scandicci: lo svincolo è a una sola corsia. Un imbuto.
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Anche l’uscita di Pisa Nord è appesantita, soprattutto al mattino, dal traffico diretto verso l’ospedale di Cisanello.
Il tratto meno rinnovato dell’arteria è quello che va da Ginestra Fiorentina a Empoli Est, in entrambe le direzioni. Le condizioni del fondo stradale, qui, sono le peggiori di tutta la Sgc. C'è in programma un maxi intervento da otto milioni di euro, finanziato dall'Unione europea: non è solo l'asfalto a dare grattacapi. Preoccupa anche il new jersey, la barriera di cemento che divide le carreggiate. Non è più a norma: dovrebbe essere alto 120 centimetri. È di ottanta, a causa degli strati di bitume stesi negli anni. Dev’essere sostituito. In altri tratti questa operazione è già stata fatta, in passato. Per mettere in regola quest’ultimo tracciato, era prevista la gara d'appalto per fine anno e l'avvio dei lavori entro la primavera che sta per arrivare. Non sarà così. C'è un ritardo nei tempi dovuto alla riorganizzazione delle competenze, dopo lo svuotamento delle Province.
Nel resto del percorso, l'insidia è... l'intoppo. L’imprevisto. Il veicolo che si guasta, l’incidente, anche un banale tamponamento. Non c’è corsia di emergenza e non ci sono margini di manovra. Diventa difficile - quand’è necessario - anche far scorrere i mezzi di soccorso. È questo che fa della Fi-Pi-Li una strada inadeguata. Oggi è percorsa da cinquantamila veicoli ogni giorno. Soprattutto camion e furgoni che la preferiscono all’autostrada, più libera ma costosa. Forse, quand’è stata disegnata era difficile prevedere questo. O forse, la Firenze-Pisa Livorno non è altro che l’ennesimo simbolo dell'incapacità - tutta nostrana - di programmare a lunga scadenza.
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