Il Tirreno

Toscana

Scelse la morte assistita Il figlio: «Ora la verità»

di Sabrina Chiellini
Scelse la morte assistita Il figlio: «Ora la verità»

L’ingegnere di Pontedera non era malato terminale, la procura indaga «Voglio sapere se ci sono responsabilità nella morte di mio padre»

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PONTEDERA. Sono trascorsi circa 8 mesi dalla scomparsa di un ingegnere di 76 anni di Pontedera andato a morire in Svizzera dopo avere scelto la strada del suicidio assistito per farla finita. Sulla vicenda denunciata con forza dai familiari, che non erano a conoscenza dei problemi di depressione dell’uomo, è stata aperta un’inchiesta da parte della procura di Pisa nei giorni successivi alla scomparsa delll’ingegnere, avvenuta a luglio. È stato aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di omicidio del consenziente. A confermarlo era stata sia la famiglia del defunto che la procura. Da allora, però, per la famiglia è sceso solo un grande vuoto, quello di chi ha perso una persona cara e di chi non riesce a trovare una spiegazione. Il figlio dell’ingegnere, fin da quando il genitore si era allontanato da Pontedera per andare in Svizzera, si era rivolto alla polizia e aveva chiesto che fosse fatta completa luce sul dramma. «Mio padre non aveva una malattia incurabile - dice il figlio -. Ancora ci chiediamo come possa essere stato accompagnato a morire». Un ulteriore elemento di angoscia i familiari del pensionato lo hanno avuto quando un corriere ha fatto recapitare a casa le ceneri dell’ingegnere. La consegna, avvenuta con fredde modalità e seguita dalla spedizione a Pontedera delle valigie con gli indumenti dell’uomo, ha aperto un’altra serie di interrogativi. «Quando abbiamo ricevuto le ceneri - racconta il figlio - sono state rilevate alcune incongruenze che la polizia ha documentato. Aspetti, questi, che sono al centro di indagini, così crediamo. Devo dire che in tanti, in questi mesi, dalla polizia fino al sindaco, ci sono stati vicini. Ma ancora non sappiamo cosa è successo a mio padre e come sia stato possibile che, anche se non aveva una malattia terminale, sia stato accompagnato a morire». I familiari sono venuti a sapere del triste destino del congiunto in maniera traumatica oltre che inaspettata. Un sms sul telefono del figlio ha aperto il dramma: «A breve riceverete le mie ceneri». I parenti oggi più che mai contano di sapere qualcosa «Non voglio essere di intralcio alle indagini - dice il figlio - ma sono determinato a voler sapere se ci sono responsabilità nella morte di mio padre. Spero solo che la Procura ci aiuti a capire come sono andate davvero le cose». (s.c.)

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