Il Tirreno

Toscana

Meningite in Toscana: il batterio colpisce soprattutto lungo la valle dell'Arno

di Stefano Bartoli
Meningite in Toscana: il batterio colpisce soprattutto lungo la valle dell'Arno

Il presidente dell’Ordine dei medici di Firenze: «Un caso unico al mondo, ma ci farà capire meglio la malattia». Dalle 12 alle 14, sulla pagina Facebook del Tirreno, filo diretto con due esperti

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La mappa non lascia dubbi: una grande semicurva, formata dai puntini arancioni e rossi, che parte da Arezzo e arriva a Pisa occupando il versante a nord dell’Arno. È qui, tra Firenze, Prato, l’Empolese, la Valdinievole e il Pisano, che si concentra l’emergenza meningite. Che avanza silenziosa e conquista il cuore della Toscana, risparmiando in toto o in parte la costa e la provincia senese. Sono gli stessi numeri a parlare, visti i tanti casi di Firenze dove si sono registrati anche tre decessi, quelli di Empoli (sette casi con tre morti) e, nelle stesse zone, l’impennata di queste prime settimane del 2016: undici contagiati rispetto ai 38 dell’anno scorso, con un totale di 9 vittime.

Situazione senza precedenti. La variante toscana della meningite C, molto più aggressiva, è un caso unico almeno a livello continentale e forse anche su scala planetaria, studiato dall’Istituto Superiore di sanità per le numerose e inspiegabili anomalie che presenta. Una preoccupazione condivisa da Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei medici di Firenze e vicepresidente del Consiglio sanitario regionale. «Proprio per capire la situazione che si è creata abbiamo messo insieme una task-force di cui fanno parte personale della Regione Toscana, dell’Istituto superiore di sanità e di altri organismi, compresi esperti stranieri - spiega -. C’è da chiedersi il perché di questa recrudescenza della meningite, soprattutto di quella batterica di ceppo C, ma in particolare di questa diffusione geografica concentrata in un’area ben precisa della regione. Le ipotesi sono diverse, ma hanno alla base delle spiegazioni tecniche difficili da far comprendere al grande pubblico. Invece, ci sono alcuni fattori da cui devono partire le nostre osservazioni perché, pur nella sua drammaticità, il caso toscano ci permetterà di conoscere meglio la malattia per prevenirla e curarla nel modo più efficace possibile».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12915564:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/02/07/news/meningite-in-toscana-sorpresi-dal-batterio-non-capiamo-come-si-diffonde-1.12915564]]

Le tre peculiarità. Panti elenca le caratteristiche più importanti di questa improvvisa diffusione di un contagio che fa veramente paura: sia per il suo modo di colpire ormai trasversalmente tutte le fasce di età, sia - come ricorda l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - perchè ad ammalarsi sono persone che non hanno niente in comune fra loro. «Quello che notiamo innanzitutto e l’aumento dell’aggressività del sottotipo St11, variante che appartiene alla famiglia del solito ceppo C, ma che si sta dimostrando particolarmente forte. È inoltre strano il fatto che, in tutto il mondo, la meningite colpisce fino a venti anni di età e non oltre: qualsiasi studente di medicina sa che nei libri se ne parla sempre come una malattia che colpisce le fasce giovanili, mentre adesso si cominciano a vedere casi, a volte anche mortali, tra i più anziani. Infine, bisogna tornare proprio a sottolineare la zona dove quel sottotipo di cui si parlava prima colpisce di più e cioè l’area a nord della Valle dell’Arno. Sono tutti punti di domanda che cerchiamo di capire proprio in questi giorni e che porterà a nuove conoscenze di questa malattia».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12920592:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12920592:1652174372/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Cosa ci aspetta. Chiaro che a questo punto una questione si pone con forza: cosa c’è da aspettarsi? È corretta la strada della prevenzione tramite vaccini (di una possibile estensione ne parliamo anche a parte) intrapresa dalla Regione? «Premetto che non sono un medico ospedaliero - conclude Panti - ma senza dubbio devo fare le congratulazioni ai colleghi dei vari pronto soccorso e dei reparti di terapia intensiva: è grazie a loro, con tutto il rispetto possibile per chi ha perso la vita, che il numero dei morti è comunque limitato. Per il resto non posso dire altro che l’unica strada è quella di vaccinarsi perché il vaccino è l’arma più importante che abbiamo in mano. E non parlo solo della meningite, ma anche dell’influenza, la cui prevenzione non può che aumentare le difese anche in situazioni come quella attuale».

***

FILO DIRETTO CON GLI ESPERTI

Filo diretto organizzato dal Tirreno sulla meningite. Oggi, lunedì 8, due medici esperti, ospiti della nostra redazione, rispondono in diretta a tutte le domande sulla malattia. Dalle 12 alle 14 sono a disposizione dei nostri lettori la professoressa Chiara Azzarri, immunologa del Meyer di Firenze e docente dell'università di Firenze, e il dottor Gabriele Mazzoni, responsabile del dipartimento di Igiene e Sanità pubblica dell'Asl di Empoli, responsabile del reparto di Malattie Infettive.

DALLE 12 RISPOSTE IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK: CLICCA SUL POST PER LASCIARE LA TUA DOMANDA

MENINGITE / IL FILO DIRETTO: GLI ESPERTI RISPONDONODalle 12 alle 14 Chiara Azzari, immunologa del Meyer e Gabriele...

Pubblicato da Il Tirreno su Lunedì 8 febbraio 2016

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa