La manifestazione
La Toscana lenta: Grosseto-Firenze, un cantiere ogni 14 chilometri
Il tratto fino a Siena è un tour snervante nelle campagne per centinaia di pendolari. Deviazioni, autovelox, indicazioni sbagliate: nel nostro viaggio c'è un po' di tutto
A Monteriggioni la vecchietta sulla Panda suona il clacson, mi sorpassa e mi guarda (parecchio) male: mi fa pensare che sto andando troppo piano. Ma l'idea è proprio questa: guidare da Grosseto fino a Siena, e poi a Firenze, attraverso un percorso a ostacoli fatto di cantieri (uno ogni 14 chilometri) e interruzioni, rispettando anche, per quanto possibile, i limiti di velocità che cambiano ogni pochi km e ogni volta che accade a lato spunta sornione un autovelox.
Centinaia di pendolari lo fanno ogni giorno, magari condividendo l’auto per risparmiare qualcosa: prendere l'autobus del resto è ancora peggio, ci mette così tanto che puoi leggerti tutto Delitto e Castigo di Dostoevskij, mentre la ferrovia da queste parti pare quella che sale a Machu Picchu, solo che lì siamo sulle Ande, non in Toscana. La Grosseto-Siena-Firenze è la fotografia dell'isolamento infrastrutturale della Maremma, le due province sono rimaste le uniche in Toscana non collegate con un'autostrada e lo stato di avanzamento dei cantieri della Ss223, che ora si dà un tono chiamandosi E78 ma di europeo non ha proprio nulla, ormai i padri lo raccontano ai figli, ma presto potrebbe toccare anche ai nipoti.
Parto dall'uscita di Grosseto-Roselle, dove inizia la E78 e arrivo fino al casello dell'autostrada A1 di Firenze - Tavarnelle: sono in tutto 133,7 chilometri, dalle 8,28 il traguardo lo centro alle 10,14, superando in tutto nove interruzioni. In una splendida giornata di sole, con le condizioni ottimali per guidare e poco traffico per essere un giorno di lavoro, quindi senza fare code, tenendo una velocità 6-8 kmh sopra ai limiti, meno proprio non ce la faccio, impiego 1 ora e 46 minuti (75,6 kmh di media). Il Frecciarossa Firenze-Roma copre il percorso (270 km) in 1 ora e 32.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12920826:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/02/08/fotogalleria/da-grosseto-a-firenze-133-km-con-nove-interruzioni-1.12920826]]
Fino a Civitella si scorre che è una meraviglia, l'ultimo tratto è stato inaugurato nel 2012 e il limite è a 110 kmh. Alle 8 e 44 ho già percorso 27 km, ma già il primo di una lunga serie di cartelli giallo senape spegne l'entusiasmo. C'è una deviazione, difficile peraltro capirne il motivo. Subito dopo per qualche chilometro la strada è quella vecchia e il limite scende a 70 kmh. Boschi di castagni ai lati, niente fa pensare che un giorno anche in questo tratto ci sarà una quattro corsie.
Il cantierone del tratto centrale, maxilotto da 234 milioni di euro, continuo alternarsi di tratti nuovi e vecchi, curve improvvise, un po' asfalto drenante, un po' lucido e scivoloso come uno specchio, lo incontro dopo 30,5 km: Alpha, Delta, Golf, Yankee, i punti dove i lavori sono in corso, o almeno dovrebbero, sono segnati con i nomi dell'alfabeto fonetico della Nato. In una strada europea, del resto, non potrebbe essere diversamente. L'ex presidente Anas, Ciucci, due anni fa dichiarava «Sarà tutto finito entro il 2015»: i fatti, però, raccontano un'altra verità.
Dopo una prima gimkana all'altezza di Alpha (31,3 km) ecco il temutissimo Golf (34,5 km). Qui c'è la galleria di Pari, sono in corso i lavori di raddoppio. Ma il 21 agosto scorso sono caduti alcuni massi e da allora anche quella vecchia è chiusa: problemi strutturali. Al momento la riapertura è fissata a marzo, ma è già slittata due volte. Così auto e mezzi leggeri devono affrontare una tortuosa deviazione. Quelli pesanti sono costretti ad allungare il percorso di 40 km, passando per Roccastrada, gita panoramica che sta mettendo in ginocchio molte imprese di trasporti.
Così mi arrampico per la “strada del vino del Montecucco”. All'inizio il cartello indica “Siena 35 km”, dopo una decina di curve eccone un altro: “Siena 39 km”. Idee poco chiare, a quanto pare, ma volendo potrei fare una girata nell'ameno borgo di Pari. Tempo fa si stava spopolando e si sentivano così isolati che le case le affittavano gratis alle giovani coppie, adesso hanno più traffico che sulla Fi-Pi-Li. Servono dodici minuti per arrivare fino al cantiere Hotel, al di là della galleria, 7,1 km di curve invece di 1,5 km dritti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12926802:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12926802:1652190759/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Di fronte mi trovo il ponte del Petriolo. Sono le 9,06, ho percorso 42,3 km. Qui sono in corso i lavori di raddoppio: un'opera importante, è alto oltre cento metri e lungo quasi un chilometro. Ma ci riuscirono nel 1971, 45 anni dopo non dovrebbe essere un'impresa. Ancora tratti nuovi e vecchi fino a Yankee dove finisce il cantierone (9 e 11, 48 km percorsi) e torna la vecchia strada nel bosco e attraverso le risaie, quella iniziata negli anni '50 e finita nel 1974, quella che ogni domenica sera d’estate si satura di senesi accaldati di ritorno dal mare. Il limite passa da 50kmh a 70kmh e nessuno lo rispetta, ma un paio di autovelox drenano soldi e punti a chi non ne conosce l'esatta ubicazione.
Ritrovo una quattro corsie nell’ultimo tratto prima di Siena, da San Rocco a Pilli, ma il limite è a 90 kmh. Così dopo 69,7 kmh entro sulla Siena-Firenze, sono le 9,29: un'ora esatta da Grosseto.
Qui non c'è il cantierone Anas, ma in meno di 70 km ci sono quattro autovelox e sette “cantierini”. Uno a destra, uno a sinistra, in alternanza, come in una partita a tennis del disagio. Dopo 79,2 km dalla partenza ecco il primo, si viaggia a una corsia fino a Badesse: tagliano le piante. Dopo 105,2 km sono di nuovo sull'altra carreggiata: ci sono i piolini, il cartello giallo senape, ma il cantiere è deserto. Lo stesso accade dopo 106,5 km e dopo 108,4, solo che qui c'è un po' di attività umana: operai e macchine, rumore. Qualcosa stanno facendo.
A Tavarnelle, 117,8 km dal via, sono ormai le 10 e 02: asfaltano, si passa sull'altro lato. Il doppio senso di marcia torna ancora, prima a destra e poi a sinistra, dopo 129,4 km e dopo 132,2 km. Sono quasi arrivato, gli scheletri rugginosi di viadotti e muri di contenimento fanno intuire che qui il cantiere è abbandonato da tempo. Il casello di Firenze Impruneta mi appare alle 10,14, un po' come una liberazione. Da Grosseto ho impiegato 1 ora e 46: può anche non sembrare molto, ma provate a farlo tutti i giorni. Anche perché i pendolari, da qui, devono ancora entrare in città.
LEGGI ANCHE I COMMENTI:
L'Aurelia Sud - Macché corridoio, è un imbuto. E guai ad avere un tir davanti di Paolo Carletti
La Fi-Pi-Li - Qui anche chiedere soccorso è un'impresa da spericolati di Emilio Chiorazzo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
