Sicurezza
Cronista aggredito da un calciatore dell'Arezzo e dal padre vicepresidente
E' successo dopo la partita a Pisa. L'amaranto De Martino ha aggredito un giornalista per un articolo "sgradito", il dirigente ha rincarato la dose. Scattata la denuncia
FIRENZE. Un vergognoso dopo-partita per la famiglia De Martino, figlio calciatore e padre vicepresidente, al termine del derby di LegaPro Pisa-Arezzo di domenica 7 febbraio. Negli spogliatoi, prima il figlio e poi il padre si sono scagliati contro un giornalista "reo" di aver scritto un articolo di mercato sgradito per il giocatore amaranto (e di conseguenza per il padre vicepresidente della società).
Ferma condanna" per quanto è accaduto viene espressa in una nota dall'Ussi, l'Unione stampa sportiva, e dall'Ast, l'Associazione stampa toscana. "Aggredito a freddo - affermano Ussi e Ast - prima dal figlio calciatore e poi dal padre vicepresidente, mentre stava svolgendo il suo lavoro. Tutto è successo nella mix zone dello stadio di Pisa, al termine della gara Pisa- Arezzo. Indispettito da un articolo di mercato scritto nei giorni scorsi dal collega Andrea Avato sul sito www.amarantomagazine.it, il calciatore dell'Arezzo Simone De Martino lo ha offeso, minacciato ("la prossima volta vengo a prenderti sotto casa") e colpito con un pugno. Subito dopo che i due erano stati divisi dai molti presenti è entrato in scena Enrico De Martino, padre del calciatore e vicepresidente dell'Arezzo calcio. Alle pesanti offese è seguito anche un calcio che ha colpito Avato, che nelle prossime ore sporgerà denuncia, ad una gamba".
De Martino, 25 anni, è un difensore che da tre anni fa parte della rosa dell'Arezzo, per avendo collezionato appena 9 presenze in tre stagioni.
"Non la prima volta - prosegue la nota di Ussi e Ast - che tesserati di società anche importanti, come l'Arezzo, si rendono protagonisti di atteggiamenti maleducati, offensivi, irrispettosi, arroganti, prepotenti, e, come in questo caso, perfino violenti. Quando non risulta gradita, alla libertà di stampa e di pensiero da tutti invocata si tende a rispondere con la prevaricazione e l'intimidazione. L'Ussi Toscana e l'Associazione Stampa Toscana - conclude la nota - chiedono che sull'episodio prenda ufficialmente una chiara posizione la Lega Pro, di cui l'Arezzo fa parte. Al collega Avato va la solidarietà di tutta la categoria e la disponibilità a sostenerlo nelle iniziative che vorrà intraprendere".
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