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Boom di esportazioni per il vino toscano

Boom di esportazioni per il vino toscano

Nei primi nove mesi del 2015 una crescita del 22% (la media nazionale è del 5,4%). Record negli Usa (+47,3%)) e in Cina (+44,9%). E tra i giovani statunitensi, il vino italiano è soprattutto toscano

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FIRENZE. Il vino italiano nel mondo è sempre più toscano. Nel 2015, secondo le prime stime riferite all'andamento dei primi nove mesi dell'anno, il vino toscano ha chiuso con una crescita del 22% a livello di export, rispetto a una media nazionale del 5,4%, per un valore prossimo al miliardo di euro. E' quanto emerso oggi, lunedì 8 febbraio, in occasione della presentazione del Buy Wine, in programma il 12 e 13 febbraio a Firenze per far incontrare oltre 200 piccoli produttori con 360 compratori stranieri, e l'avvio delle anteprime delle nuove annate vitivinicole toscane.

Secondo le elaborazioni dell'agenzia regionale Toscana Promozione, nel 2015 il vino toscano ha toccato quota 923,4 milioni di euro, portando la Regione al secondo posto in termini di valore, seconda solo al Veneto e davanti al Piemonte. La Toscana è prima in Italia se guardiamo all'export di vini rossi a denominazione con oltre 400 mln di euro (+8,8%) nei primi 9 mesi del 2015. Più 14,9% è stata invece la crescita dei vini bianchi a denominazione.

Sempre lo scorso anno la Toscana ha aumentato il proprio peso sul totale nazionale, passando dal 14,8% del 2014 al 16,7%. I principali mercati di riferimento per il vino toscano a denominazione sono gli Usa (188 mln), l'Europa (186 mln) con incrementi, rispettivamente, del 15,8% e del 5,6%.

"Il vino è  la locomotiva dell'agroalimentare toscano - ha sottolineato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi -. L'aumento del 22% dell'export è un dato importante che deve però anche farci riflettere, perché vuol dire che in Toscana c'è grande qualità e un importante sistema e, soprattutto, che c' è una grande attenzione da parte dei buyers mondiali verso i nostri prodotti. Per questo abbiamo la necessità e il bisogno di fare rete e crescere insieme per proporci con sempre maggiore forza verso i mercati esteri".

Secondo Remaschi "il 2015 è stata un'annata eccezionale per la produzione e la qualità, e di questo dobbiamo tenere contro nel nostro approccio a livello mondiale. L'anno scorso, al Buy Wine, ci sono stati oltre 6.000
contatti tra produttori toscani e gli operatori stranieri. Di questi, il 46%  è andato a buon fine e ne sono nati dei nuovi contratti". Il Buy Wine, ha sottolineato ancora l'assessore, "deve avere anche il pregio di far conoscere e vendere ancora meglio i nostri prodotti ma anche di creare contatti per far vedere le nostre cantine, le nostre vigne e come i nostri produttori lavorano. Questo perché vendere vino, oltre a creare reddito per i produttori, crea un indotto importantissimo anche per il turismo. Insieme a una bottiglia - ha concluso - 'vendiamo' anche un pezzo del nostro territorio e la voglia di visitare la Toscana".

Secondo l'Osservatorio di Business Strategies Paesi Terzi, a cura di Nomisma Wine Monitor, nel 2015 la Toscana ha registrato un vero e proprio boom di esportazioni verso i paesi extra Ue, con una crescita del 29,4%, contro il 9% della media italiana. A trainare sono soprattutto le vendite di vino toscano in Usa (+47,3% contro il già ottimo +15,3% nazionale) ma anche con il salto di qualità sulla Cina (+44,9% contro +16,9%) e il Canada (+33,7% contro il 13,4%).

Secondo un'analisi condotta su un campione di 3.800 giovani 'Millennials' nordamericani, la Toscana è la regione vinicola italiana più conosciuta, con oltre un quarto dei giovani tra i 20 e i 35 anni, che la collocano in pole position, a ben 11 punti percentuali di vantaggio su Sicilia e Veneto (scelte dal 16%). Per Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies: "Il sistema di promozione della regione si sta dimostrando il più evoluto sul panorama italiano, con una crescita e un posizionamento del vino toscano sui mercati extra Ue che stanno facendo da apripista per l'intero comparto nazionale".

E il Chianti torna a crescere sul mercato interno. "Quest'anno, per la prima volta, registriamo un'inversione del trend sul mercato interno, con una crescita del 2% che ha riportato il mercato italiano a quota 20%, che è un po' la soglia di guardia sotto la quale non volevamo scendere". Lo ha detto il direttore del consorzio del vino Chianti Classico, Giuseppe Liberatore, intervenendo alla presentazione del Buy Wine e delle 'Anteprime' delle nuove annate in Toscana, in programma dal 14 al 21 febbraio.

Da anni infatti le vendite di vino sul mercato interno registrano un costante rallentamento a fronte di un aumento dell'export che ormai ha raggiunto il 60-70%, e anche oltre, del fatturato per molte denominazioni. La ripresa del mercato interno, ha sottolineato Liberatore a proposito della propria denominazione, "dipende da vari aspetti. In primis perché abbiamo lavorato tanto in questa direzione e poi perché sono cambiate le condizioni economiche con gli italiani che sono tornati a spendere, anche se con moderazione". Poi, ha detto ancora, la situazione è "migliorata anche sotto l'aspetto dell'educazione del consumatore. Un po' tutti questi fattori ci stanno dando risultati. Dal prossimo anno ci attendiamo altri segnali ancora più incisivi e importanti".

 

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